{"id":1836,"date":"2014-06-03T14:49:03","date_gmt":"2014-06-03T14:49:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=1836"},"modified":"2026-01-26T17:39:28","modified_gmt":"2026-01-26T16:39:28","slug":"la-trappola-dellauto-centratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2014\/06\/la-trappola-dellauto-centratura\/","title":{"rendered":"La trappola dell&#8217;auto-centratura"},"content":{"rendered":"<p>Penso a tutte le cose che ho fatto nell&#8217;ultimo anno e penso alla societa&#8217; contemporanea in<br \/>\ncui, giustamente, siamo tutti intenti a perseguire qualche forma di interesse. Le opportunita\u2019 per fare qualcosa di bello sembrano essere sempre piu\u2019 numerose, e non e\u2019 per nulla facile resistervi. Cerchiamo di trovarci un lavoro che ci interessi, di conoscere luoghi e persone interessanti, di perseguire obiettivi che abbiano un senso per noi. Piu\u2019 siamo curiosi e preparati culturalmente, piu\u2019 si ci spalancano difronte nuovi mondi da esplorare. Piu\u2019 la nostra indole e\u2019 indipendente e svincolata dalle tradizioni, piu\u2019 spaziamo verso cose nuove e diverse.<\/p>\n<p>E\u2019 liberatorio vivere in una societa\u2019 acculturata dove ciascuno fa quello che vuole, ma c\u2019e\u2019 un rischio: il distanziarsi gli uni dagli dagli altri, allorquando i nostri peculiari interessi non coincidano piu\u2019 con quelli di chi ci circonda. Seguendo il richiamo dell\u2019\u201cio\u201d \u00a0(mi piace, lo voglio) ci distacchiamo dal \u201cnoi\u201d, dal sentire comune, e da richieste altrui che potrebbero apparire seccanti. Senza colpa, finiamo per diventare auto-centrati e per costruirci un mondo su misura, cosa bella perche\u2019 ci consente di mettere piu&#8217; facilmente a frutto la nostra creativita&#8217;, ma anche limitante perche\u2019 non ci fa sentire parte di un progetto piu\u2019 grande che va oltre noi stessi.<\/p>\n<p>Tornano in mente gli Stati Uniti, societa\u2019 individualista per antonomasia, specie nell\u2019area urbana dell\u2019East Coast che poi e\u2019 quella che conosco meglio. Come non mai le persone sembrano rinchiuse nelle loro bolle mentali, magnificate ma anche preoccupate per il mondo desiderato che cercano volitivamente di costruirsi intorno a se. Tutti i sacrifici sono rivolti al proprio progetto personale, e tante sofferenze sembrano determinate dal mancato esaudimento dei desideri, da quell&#8217;\u2019\u201cio voglio\u201d che si scontra sistematicamente con la realta\u2019. Mi sorprendeva in particolare la varieta\u2019 di iniziative a cui lavoravano ricercatori e imprenditori, idee tanto creative quanto anche spesso futili e improbabili, frutto di un\u2019auto-assorbimento che potrebbe tanto esaltare i nostri talenti quanto anche distaccarci da qualsiasi forma di buon senso.<\/p>\n<p>L\u2019onda lunga americana sembra essere arrivata anche qui in Italia e in generale nel Vecchio Continente. Unicita\u2019 e innovazione sembrano le parole d\u2019ordine per l\u2019uomo che vuole stare \u201cal passo con i tempi\u201d, ma se non coltivate nella giusta misura e all\u2019interno di un consenso sociale e culturale piu\u2019 ampio, rischiano di allontanare le persone le une dalle altre. Dalle ricerche della ricercatrice sociale Brene Brown sul senso profondo di connessione tra le persone <em>(connectedness<\/em>) emerge l&#8217;importanza di rendere visibile agli altri il nostro universo piu\u2019 intimo di sogni e paure. In questi tempi in cui i percorsi di vita e di specializzazione si sono moltiplicati, risulta pero&#8217; sempre piu\u2019 difficile farsi capire da chi non ha esperito le stesse cose.<\/p>\n<p>Se una volta in famiglia ci si sedeva nello stesso divano di fronte allo stesso programma, ora ci si potrebbe sedere ognuno in una stanza diversa di fronte a un programma diverso. Si trascorre meno tempo insieme, e si hanno meno argomenti e passioni in comune. La societa\u2019 contemporanea ci offre sempre piu\u2019 opportunita\u2019 per personalizzare le cose a nostro piacimento, esercitare la nostra creativita\u2019 e distinguerci dagli altri, ma allo stesso tempo anche per scavarsi la fossa della solitudine. L\u2019auto-centratura e l\u2019auto-assorbimento sembrano infatti renderci troppo preoccupati per noi stessi per poterci prendere cura degli altri. Nostro malgrado e senza neanche accorgercene, diventiamo piu\u2019 egoisti, al punto tale che gli psicologi americani Twenge e Campbell parlano dello scoppio di una &#8220;epidemia narcisistica&#8221;, di una moltiplicazione incontrollata delle pretese e dei diritti acquisiti delle persone.<\/p>\n<p>Credo si parli troppo poco di questo lato oscuro della societa\u2019 individualista, modello che invece continua a essere acclamato ogni giorno a livello mediatico, trasferendo ansia da prestazione alle persone. L\u2019eroe dei tempi moderni sembra essere il <em>maverick<\/em> all\u2019americana, l\u2019individuo che contro tutto e tutti riesce ad avere un impatto significativo sul corso degli eventi dimostrando il proprio valore. Piu\u2019 raramente vengono celebrati coloro che dimostrano il loro valore aiutando gli altri e mettendosi al servizio della collettivita\u2019, sia questa la famiglia, l\u2019azienda o un qualsiasi altro gruppo sociale. Invece che come sorgente di gioia e di motivazione, la loro generosita\u2019 viene dipinta come accidente sfortunato, come triste rinuncia alla propria individualita\u2019. Di fatto, pero\u2019, e\u2019 scientificamente provato che i comportamento altruistici, specie quelli in cui e\u2019 immediatamente visibile la gratitudine dell\u2019altro, generano soddisfazione autentica e autostima. Secondo la psicologa Lisa Fireston si ha infatti la sensazione immediata di servire a qualcuno, facendo tacere lo spirito critico attraverso il quale l\u2019individualista si mette costantemente alla prova.<\/p>\n<p>Dal punto di vista antropologico, inoltre, la generosita\u2019 risponde al bisogno profondo degli esseri umani di essere ben accetti dagli altri, un bisogno ancestrale di sopravvivenza. Chi non la coltiva potrebbe sentirsi afflitto da serieta&#8217; e preoccupazione. Sentite cosa scriveva al riguardo il maestro indiano Osho: \u201cNel momento in cui diventi serio diventi bloccato, il flusso si ferma, sei tagliato fuori dall\u2019energia universale. Non puoi danzare quando sei serio, perche\u2019 la serieta\u2019 in pratica e\u2019 tristezza. Ed e\u2019 anche calcolo, business, si e\u2019 sempre in cerca di un movente: Perche\u2019? Perche\u2019 lo faccio? Che cosa ci guadagno? Questi atteggiamenti vanno bene nel mondo degli affari, ma sono assolutamente sbagliati quando ti avvicini all\u2019interiorita\u2019.\u201d Sembra un monito molto calzante per la societa\u2019 individualista moderna.<\/p>\n<p>Occorre quindi a mio avviso una maturazione sociale nel modo di vedere le cose, verso maggiore realismo ed equilibrio.<br \/>\nNon per negare le virtu\u2019 dell\u2019individualismo e della creativita\u2019, ne\u2019 per mettere in dubbio gli straordinari capolavori che attraverso di esse possono essere conseguiti, quanto piuttosto per rendere altre virtu\u2019 equamente desiderabili. Ribilanciando i due orientamenti, verso se\u2019 stessi e verso gli altri, potremmo forse arrivare ancora piu\u2019 in alto e allo stesso tempo semplificarci tutti la vita.<\/p>\n<p><em>Immagine: \u00a9hausauerintrolit.wikispaces.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Penso a tutte le cose che ho fatto nell&#8217;ultimo anno e penso alla societa&#8217; contemporanea in<br \/>\ncui, giustamente, siamo tutti intenti a perseguire qualche forma di interesse. Le opportunita\u2019 per fare qualcosa di bello sembrano essere sempre piu\u2019 numerose, e non e\u2019 per nulla facile resistervi. Cerchiamo di trovarci un lavoro che ci interessi, di conoscere luoghi e persone interessanti, di perseguire obiettivi che abbiano un senso per noi. Piu\u2019 siamo curiosi e preparati culturalmente, piu\u2019 si ci spalancano difronte nuovi mondi da esplorare. Piu\u2019 la nostra indole e\u2019 indipendente e svincolata dalle tradizioni, piu\u2019 spaziamo verso cose nuove e diverse.<\/p>\n<p>E\u2019 liberatorio vivere in una societa\u2019 acculturata dove ciascuno fa quello che vuole, ma c\u2019e\u2019 un rischio: il distanziarsi gli uni dagli dagli altri, allorquando i nostri peculiari interessi non coincidano piu\u2019 con quelli di chi ci circonda. Seguendo il richiamo dell\u2019\u201cio\u201d  (mi piace, lo voglio) ci distacchiamo dal \u201cnoi\u201d, dal sentire comune, e da richieste altrui che potrebbero apparire seccanti. 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