{"id":216,"date":"2009-08-21T16:55:54","date_gmt":"2009-08-21T16:55:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=216"},"modified":"2026-01-26T17:58:03","modified_gmt":"2026-01-26T16:58:03","slug":"stati-uniti-darabia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2009\/08\/stati-uniti-darabia\/","title":{"rendered":"Stati Uniti d&#8217;Arabia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/IMG_1541.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-235\" title=\"IMG_1541\" src=\"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/IMG_1541-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Stiamo iniziando la nostra discesa verso l\u2019aeroporto internazionale di  Dubai, siete pregati di allacciare le cinture. Il messaggio dirama il  torpore dei passeggeri, qualche occhio si schiude, i miei continuano a  mantenersi aperti, cadendo regolarmente sullo schermo con la rotta. Poco  piu&#8217; di un&#8217;ora fa abbiamo sorvolato Baghdad e Falluja, con un certo  sussulto, per poi imboccare il Golfo Persico all\u2019altezza di Al Basrah.<\/p>\n<p>La  storia recente ci e\u2019 sfilata sotto i piedi, ma noi in un batter  d\u2019occhio ci troviamo in coda all\u2019immigrazione, dove ci attende un arabo  barbuto in thobe, tunica e cuffia bianche, con sguardo tra  l\u2019indifferente e il superiore. Sono gia\u2019 passato di qui, poco piu\u2019 di un  anno fa, ma non riconosco piu\u2019 il terminal dell\u2019aeroporto. Palme finte e  giganteschi pilastri fosforescenti di giallo scandiscono un atrio mai  visto tanto grande. Salto in taxi: Abu Dhabi, Rotana Beach Hotel. Da  domani, domenica feriale musulmana, mi aspetta una settimana di lavoro a  Masdar, la nuova citta\u2019 voluta dallo sceicco Khalifa ibn Zaid  al-Nahayan come modello di eco-sostenibilita\u2019 per il mondo.<\/p>\n<p>I 140  km di autostrada sono un righello, regolarmente punteggiato da piloni  pubblicitari destinati alla promozione degli investimenti negli Emirati  Arabi Uniti (UAE): \u201cstiamo costruendo la storia\u201d, \u201clunga vita  all\u2019ambizione\u201d, \u201c70 nuovi km di citta\u2019 costiera tra Dubai e Abu Dhabi,  due volte Hong Kong\u201d, \u201ccapitalismo a tutta forza\u201d.<\/p>\n<p>Sveglia, colazione, strette di mano, taxi, cantiere di Masdar.<br \/>\nIl  gruppo di consulenza a cui appartengo e\u2019 capitanato da una societa\u2019  inglese e si occupera\u2019 di mettere a punto il futuro sistema di  orientamento nella citta\u2019: segnaletica, mappe e strumenti multimediali  avanzati. Una sfida interessante, dal momento che Masdar non potra\u2019  concedersi inefficienze in quanto prima citta\u2019 \u201ccarbon-neutral\u201d del  mondo: per ogni molecola di CO2 rilasciata, ce ne dovr\u00e0 essere una  sequestrata o la generazione dell&#8217;equivalente di energia.<br \/>\nSorta di  cittadella fortificata in cui le automobili non potranno entrare, sara\u2019  scrigno e banco di prova per le piu\u2019 avanzate tecnologie sostenibili:  navette a lievitazione magnetica pilotate da computer e ottimizzate  negli spostamenti; obbligo di eco-sostenibilita\u2019 per tutti i materiali  costruttivi; perno su energia solare ed eolica; attivita\u2019 pedonale  promossa e resa possibile da studi sulla massimizzazione  dell\u2019ombreggiatura degli edifici nonche\u2019 da enormi \u201combrelloni\u201d che si  apriranno e chiuderanno magicamente nelle piazze.<br \/>\nCentrata su  un\u2019universita\u2019 i cui curricula sono stati commissionati al MIT, Masdar  dovra\u2019 diventare la citta\u2019 della scienza e della ricerca piu\u2019 importante  al mondo, sui temi del design sostenibile e delle energie rinnovabili,  facendo leva sulla forza lavoro qualificata del mondo arabo e del  sub-continente indiano.<\/p>\n<p>Masdar e\u2019 anche un chiaro messaggio verso  il mondo: difronte al dramma dei cambiamenti climatici, l\u2019emiro di Abu  Dhabi si fa paladino di un nuovo modello di citta\u2019. A futura referenza:  da imitare, da citare nelle piu\u2019 prestigiose riviste, da raccontare nei  mass media. D\u2019altronde, la pressione dell\u2019opinione pubblica  internazionale comincia a montare, verso una delle realta&#8217; (quella degli  UAE) meno ecologicamente sostenibili al mondo:<\/p>\n<p>\u2022 per essere  abitabili tutti i lussuosi edifici recentemente costruiti dovranno  essere condizionati 24 ore su 24, la maggior parte dell&#8217;anno; d\u2019altro  canto la maggior parte degli abitanti del paese<br \/>\n(si parla dell\u201980% del totale) sono stranieri non abituati a tale clima estremo;<br \/>\n\u2022  enormi quantita\u2019 d\u2019acqua vengono importate nel paese o desalinizzate  dal Golfo Persico, per l\u2019imponente irrigazione dei campi da golf  presenti e in costruzione nel paese;<br \/>\n\u2022 gli impianti di fognatura  spesso non esistono ancora, cosi\u2019 che i rifiuti urbani cosi\u2019 come i  residui delle petroliere vengono scaricati in mare, non da ultimo al  largo delle coste del corno d\u2019Africa, recente teatro di assalti  pirateschi;<br \/>\n\u2022 la stragrande maggioranza delle automobili che  affollano le strade sono SUV o comunque di alta e altissima cilindrata,  grazie ai bassi costi del carburante e alla massiccia presenza di nuovi  ricchi occidentali e iraniani (mi e\u2019 stato detto: \u201cse non me la compro  qui, dove altrimenti?\u201d);<br \/>\n\u2022 si diffonde il fenomeno dello \u201csplashing  out\u201d, letteralmente lo \u201cspendere e spandere\u201d a scopo di ostentazione,  rigorosamente senza che ne esista alcun bisogno. I recenti locali alla  moda di Dubai, tra cui il Just Cavalli introducono una \u201cminimum  expenditure\u201d, spesa minima (spesso superiore ai 100 dollari) di  ammissione del cliente. A partire da quella cifra non resta che  affogarsi di caviale e champagne.<\/p>\n<p>La porta si chiude, entrano i manager responsabili del nostro ingaggio per conto di Masdar.<br \/>\nParte  di loro lavora per la multinazionale Americana CH2M HILL, vincitrice  dell\u2019appalto per la gestione generale del progetto, cosi\u2019 come di altri  appalti importanti negli Emirati.<br \/>\nImmagino il sottofondo di  connessioni politiche di alto livello tra Abu Dhabi e Washington: io ti  compro il petrolio, tu con il ricavato fai arricchire le mie aziende,  che trasformeranno Abu Dhabi nella New York del ventunesimo secolo.  Apprendero\u2019 ben presto che nel linguaggio di qualche manager americano  ed inglese, gli UAE sono uno \u201cstart-up country\u201d, mutuando l\u2019appellativo  \u201cstart-up\u201d (in fase di avvio) associato alle aziende: un\u2019organizzazione  appena nata, una tabula rasa che con determinazione, ingegno e senso  degli affairi si potrebbe presto far diventare caso di successo, un bel  dipinto della cui paternita\u2019 si andra\u2019 fieri.<\/p>\n<p>Nei corridoi  dell\u2019open-space del nostro prefabbricato all\u2019interno del cantiere mi  sembra di ritrovare uno spirito a me famigliare: l&#8217;energia  imprenditoriale che si respira nei corridoi del MIT a Boston. Con la  differenza che in buona parte dei pochi uffici presenti siedono arabi a  cui spetta molta dell\u2019autorita\u2019 decisionale. Uomini in bianco e donne in  nero (non velate) che le aziende straniere sono obbligate ad assumere,  spesso persone molto intelligenti e qualificate formatesi proprio nelle  universita\u2019 americane. Alcuni di loro sembrano osservare la frenesia  dall\u2019alto verso il basso, sono vassalli di un mondo parallelo da cui non  si nessuno puo&#8217; prescindere.<\/p>\n<p>Torno all\u2019hotel, e\u2019 tardi, il tempo  e le energie per mettere il naso fuori ed esplorare la citta\u2019 se ne  sono andati da un pezzo. D\u2019improvviso pero\u2019 mi ritrovo a spalancare una  porta che mi porta dritto in un grande centro commerciale, che scopro  essere adiacente all\u2019albergo, come molti altri. Non posso non rimanere  colpito dalle molte donne velate fino agli occhi, che sembrano fare a  gara nello sfoggio di borsette e sandali intarsiati di preziosi,  finanche diamanti.<\/p>\n<p>Emirati Arabi: crocevia della globalizzazione, sintesi degli opposti.<br \/>\nRispolverando  questo appunto dal mio viaggio precedente, cerco disperatamente il  telecomando per spegnere l\u2019aria condizionata nella mia stanza. Che luogo  singolare quello in cui il deserto convive con i campi da golf; le  transazioni virtuali degli hedge funds con i linghotti d\u2019oro spediti ai  talebani; il rigore della sharia e del ramadan con lo splashing out e le  architetture piu\u2019 strabilianti al mondo.<\/p>\n<p>Dove alcuni leggono un tradimento verso la grande nazione musulmana, altri un suo riscatto.<br \/>\nA  pensarci bene, il messaggio all\u2019umanita\u2019 lanciato implicitamente dagli  emiri sembra mutuato dal sessantotto, ma per il nuovo millennio: fate  gli affari, non la guerra.<br \/>\nQuesto luna park dei ricchi del mondo  sembra esemplificarne la problematicita\u2019, ma intanto ringraziamo che non  si faccia la guerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo iniziando la nostra discesa verso l\u2019aeroporto internazionale di Dubai, siete pregati di allacciare le cinture. Il messaggio dirama il torpore dei passeggeri, qualche occhio si schiude, i miei continuano a mantenersi aperti, cadendo regolarmente sullo schermo con la rotta. Poco piu&#8217; di un&#8217;ora fa abbiamo sorvolato Baghdad e Falluja, con un certo sussulto, per poi imboccare il Golfo Persico all\u2019altezza di Al Basrah.<\/p>\n<p>La storia recente ci e\u2019 sfilata sotto i piedi, ma noi in un batter d\u2019occhio ci troviamo in coda all\u2019immigrazione, dove ci attende un arabo barbuto in thobe, tunica e cuffia bianche, con sguardo tra l\u2019indifferente e il superiore. Sono gia\u2019 passato di qui, poco piu\u2019 di un anno fa, ma non riconosco piu\u2019 il terminal dell\u2019aeroporto. Palme finte e giganteschi pilastri fosforescenti di giallo scandiscono un atrio mai visto tanto grande. Salto in taxi: Abu Dhabi, Rotana Beach Hotel. Da domani, domenica feriale musulmana, mi aspetta una settimana di lavoro a Masdar, la nuova citta\u2019 voluta dallo sceicco Khalifa ibn Zaid al-Nahayan come modello di eco-sostenibilita\u2019 per il mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-216","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa-e-culture-del-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=216"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4395,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216\/revisions\/4395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}