{"id":254,"date":"2009-07-10T12:57:11","date_gmt":"2009-07-10T12:57:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=254"},"modified":"2026-01-26T17:50:47","modified_gmt":"2026-01-26T16:50:47","slug":"ilduromestieredellinnovatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2009\/07\/ilduromestieredellinnovatore\/","title":{"rendered":"Il duro mestiere dell&#8217;innovatore"},"content":{"rendered":"<p>In questi anni di permanenza nel mondo della ricerca, ho sempre cercato  il contatto con il mondo esterno, come veicolo per capire come le cose  effettivamente succedano, al di la\u2019 delle &#8220;fotografie&#8221; scientifiche e  delle speculazioni teoriche.<\/p>\n<p>Il momento storico e il mio  background in comunicazione hanno fatto si\u2019 mi incanalassi quasi  naturalmente verso il settore delle nuove tecnologie dell\u2019informazione.  Stanno rivoluzionando il mondo, ci veniva detto. Io volevo capire in che  modo tale rivoluzione si potesse governare per creare nuove  possibilita\u2019 che facessero contente le persone, per come lo ritenessi  giusto io. Ho cominciato le mie frequentazioni al MIT, che mi hanno  consentito di cominciare a lavorare con chi la tecnologia la stava  sviluppando, su questi due fronti:<\/p>\n<p>&#8211; un\u2019audio-video guida  attraverso la quale visitatori e cittadini potessero navigare le citta\u2019  d\u2019arte attraverso voci e racconti degli abitanti del luogo (di cui  avremmo presentato il prototipo alla Biennale d\u2019Arte 2005);<br \/>\n&#8211; un  servizio di visualizzazione delle attivita\u2019 urbane, costruito sulla base  dei dati aggregati e anonimizzati generati dai nostri telefoni  cellulari, per monitorare in tempo reale la presenza e i flussi di  persone. Obiettivi: agevolare operazioni di soccorso in caso di  emergenza, quantificare la popolarita\u2019 delle opere pubbliche,  individuare gli sprechi di energia relativi alla presenza delle persone  (una sorta di \u201cgrande fratello buono\u201d, attualmente promosso attraverso  la mia fondazione, Currentcity).<\/p>\n<p>In entrambi i progetti, ho  recitato la parte dell\u2019&#8221;uomo di marketing&#8221;, colui che, non sapendo  sviluppare la tecnologia, si occupa di capire il modo in cui questa  possa risolvere dei problemi esistenti o rispondere a un bisogno. Piu\u2019  acquisisco esperienza in questa professione, piu\u2019 mi rendo conto di  quanto difficile sia il mestiere dell\u2019innovatore, per lo meno in un ramo  tecnologico sempre piu\u2019 inflazionato come il nostro.<br \/>\nDarei forse la priorita\u2019 a tre grandi questioni su altre:<\/p>\n<p>&#8211; la capacita\u2019 di convincere il futuro utilizzatore dell&#8217;utilita&#8217; del nuovo servizio.<br \/>\nAl  riguardo concorrono due ordini di fattori: da una parte l\u2019esplosione  caustica di ogni genere di tecnologia, parallelamente alla diminuzione  del tempo utile per utilizzarla; dall\u2019altro il fatto che, piu\u2019 avanzata  e&#8217;, meno e&#8217; indispensabile;<\/p>\n<p>&#8211; la capacita\u2019 di convincere i finanziatori della bonta\u2019 della propria idea.<br \/>\nQui  vedo due ordini di problemi: da una parte questi devono esistere (e da  questo punto di vista al futuro imprenditore conviene rimanere in USA);  dall\u2019altra si deve essere in grado di convincerli in termini prettamente  finanziari (a fronte di un tuo investimento X guadagnerai Y). Tale  esercizio e\u2019 quanto mai difficile per gli accademici che, forse nella  maggior parte dei casi, portano avanti la ricerca sulla base delle  proprie passioni e principi, piuttosto che sui dati di mercato;<\/p>\n<p>&#8211;  la capacita\u2019 di trovare dei collaboratori a cui delegare capacita&#8217;  decisionale nelle aree che non sono di propria competenza. Per molti  innovatori, questo comporta il superare una umana attitudine protettiva  ed eccentrica (in America, con orgoglio, l&#8217;invenzione diventa \u201cmy  baby\u201d), nonche&#8217; risolvere il problema della mancanza di tempo, per chi  vuole continuare a fare anche l\u2019accademico.<\/p>\n<p>Last but not least:  fiducia, energia ed ottimismo costanti, sottostimando le difficolta\u2019 e  pensando che le cose andranno per il verso giusto (credendo che i Google  siano piu\u2019 la norma che l\u2019eccezione!). Il dramma e\u2019 che l\u2019innovatore e\u2019  obbligato a tale approccio nel bene e nel male: se il successo arriva,  l\u2019ottimismo avra\u2019 portato i suoi frutti; se tarda ad arrivare, meglio  continuare ad essere ottimisti, perche\u2019 mollare a quel punto  equivarrebbe ad avere sacrificato un sacco di tempo ed energie per  nulla. E cosi\u2019 tanti innovatori continuano a trascinare i piedi nella  sabbia, troppo emozionalmente \u201cdentro\u201d la propria idea per poterne  vedere obiettivamente i problemi ed accettarli, verso possibili  soluzioni.<\/p>\n<p>In ogni caso, l\u2019universita\u2019 e\u2019 un mondo pieno di idee,  perche\u2019 e\u2019 un mondo pieno di giovani. E il mondo reale puo\u2019  rappresentare un\u2019opportunita\u2019 unica di apprendimento per il ricercatore,  se non altro per sprovincializzare la propria visione del mondo. Ogni  volta che una bella idea muore sui banchi mi piange il cuore: finiscono i  fondi per la ricerca, finisce l\u2019idea.<\/p>\n<p>Speriamo che il futuro ci  porti canali piu\u2019 fluidi per trasformare le idee in realta\u2019. Speriamo  anche che si facciano sempre piu&#8217; largo nuove forme di imprenditoria,  per cui le idee socialmente ed eticamente utili siano sempre di piu\u2019 e  si possano realizzare anche se non si riesce a passare il test del  mercato. Sulle orme di Muhammad Yunus, premio nobel per la pace per le  sue idee sulla micro-finanza e il business sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi anni di permanenza nel mondo della ricerca, ho sempre cercato il contatto con il mondo esterno, come veicolo per capire come le cose effettivamente succedano, al di la\u2019 delle &#8220;fotografie&#8221; scientifiche e delle speculazioni teoriche.<\/p>\n<p>Il momento storico e il mio background in comunicazione hanno fatto si\u2019 mi incanalassi quasi naturalmente verso il settore delle nuove tecnologie dell\u2019informazione. Stanno rivoluzionando il mondo, ci veniva detto. Io volevo capire in che modo tale rivoluzione si potesse governare per creare nuove possibilita\u2019 che facessero contente le persone, per come lo ritenessi giusto io. Ho cominciato le mie frequentazioni al MIT, che mi hanno consentito di cominciare a lavorare con chi la tecnologia la stava sviluppando, su questi due fronti:<\/p>\n<p>&#8211; un\u2019audio-video guida attraverso la quale visitatori e cittadini potessero navigare le citta\u2019 d\u2019arte attraverso voci e racconti degli abitanti del luogo (di cui avremmo presentato il prototipo alla Biennale d\u2019Arte 2005);<br \/>\n&#8211; un servizio di visualizzazione delle attivita\u2019 urbane, costruito sulla base dei dati aggregati e anonimizzati generati dai nostri telefoni cellulari, per monitorare in tempo reale la presenza e i flussi di persone. Obiettivi: agevolare operazioni di soccorso in caso di emergenza, quantificare la popolarita\u2019 delle opere pubbliche, individuare gli sprechi di energia relativi alla presenza delle persone (una sorta di \u201cgrande fratello buono\u201d, attualmente promosso attraverso la mia fondazione, Currentcity).<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":255,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-254","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-multidisciplinare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=254"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4363,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254\/revisions\/4363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}