{"id":259,"date":"2009-06-30T17:31:47","date_gmt":"2009-06-30T17:31:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=259"},"modified":"2026-01-26T17:56:42","modified_gmt":"2026-01-26T16:56:42","slug":"scienza-del-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2009\/06\/scienza-del-passato\/","title":{"rendered":"Scienza del passato?"},"content":{"rendered":"<p>Con il proseguire della mia avventura accademica, mi domando in che modo  la forma mentis scientifica influenzi il modo in cui l\u2019uomo moderno  costruisce il mondo di oggi.<\/p>\n<p>Prendendo a prestito filosofia e  metodi dalle scienze naturali, le scienze sociali hanno come oggetto di  osservazione tutti i fenomeni frutto dell\u2019intervento umano.  Dall\u2019espansione dei centri urbani alla politica monetaria della Banca  Centrale Europea; dalle migrazioni di massa alle dinamiche psicologiche  sottese alla gestione di un condomio.<br \/>\nPer essere tali, le scienze  sociali devono essere obiettive: non devono cioe\u2019 raccontare \u201ccome le  cose potrebbero o dovrebbero andare\u201d, ma piuttosto \u201ccome le cose  stanno\u201d.<\/p>\n<p>Assicurando la massima imparzialita\u2019, io scienziato  osservo e raccolgo i dati. Li analizzo e ne attribuisco un valore  statistico. Li interpreto, cercando di esplicitare una serie di  relazioni di causa ed effetto. Il resto non e\u2019 affar mio: per  definizione, da scienziato non sono tenuto ad esprimere un\u2019opinione su  una direzione auspicabile da prendere sulla base di tali risultati.<br \/>\nAl  contrario, l\u2019opinione e il giudizio personale, negli ambienti  scientifici piu&#8217; rigorosi, sono forse quanto di piu\u2019 deprecabile ci  possa essere.<\/p>\n<p>Esempio.<br \/>\nSupponiamo che io sia uno scienziato  sociale e che mi occupi del processo di urbanizzazione che ha sconvolto  il mondo negli ultimi 10 anni. Per prima cosa, andro\u2019 alla ricerca dei  dati sulla costruzione di nuove abitazioni (quante, dove, metratura,  etc.), per poi confrontarli con i dati relativi all\u2019espansione della  popolazione (numero di nascite, morti, nuovi immigrati, etc.), e con  quelli relativi al costo del denaro e dei mutui (tassi di interesse,  etc.). Probabilmente, trovero\u2019 e quantifichero\u2019 la seguente correlazione  tra le variabili: allo scendere del costo del denaro e dei mutui, si  registra un incremento nella costruzione di nuove case, ma non  un\u2019espansione di pari valore nel numero di abitanti.<\/p>\n<p>Il punto a  cui vorrei arrivare e\u2019 questo: questa conclusione non dice nulla  rispetto al fatto che il fenomeno osservato sia bello o brutto, giusto o  sbagliato. Per esempio, non dice nulla sul fatto che costruendo piu\u2019  case che abitanti:<\/p>\n<p>&#8211; ci ritroveremo in un mondo sempre piu\u2019 privo di natura e pieno di cemento, anche se non ce n\u2019e\u2019 bisogno;<br \/>\n&#8211;  se il mercato degli investimenti non venisse piu\u2019 a compensazione, il  prezzo delle case prima o poi crollerebbe (ed e\u2019 quello che e\u2019 successo,  non a caso poco pronosticato dagli economisti).<\/p>\n<p>Per un momento mi piacerebbe pensare ad un mondo in cui tutti ragionano come gli scienziati.<br \/>\nUn  mondo cioe\u2019 in cui tutti studiano il passato per capire il presente  (come nell\u2019esercizio appena fatto), ma in cui nessuno si chiede che  futuro stiamo costruendo, e si interroga sulla bonta\u2019 della direzione  presa. In altre parole, mi sembra che la scienza guardi al passato  piuttosto che al futuro: non a caso si fonda su un metodo statistico  chiamato \u201cregressione\u201d (!).<\/p>\n<p>E&#8217; interessante notare, inoltre, che  oltre alla scienza anche la finanza risulta schiacciata sul presente. Si  fonda infatti sul principio di &#8220;valore presente&#8221;: la bonta&#8217; di un  investimento non si misura sul guadagno futuro, quanto sulla sua  convenienza presente a fronte della svalutazione del denaro e delle  altre alternative in gioco.<\/p>\n<p>Credo quindi che se scienza e finanza  non vengono compensate da etica e conoscenza normativa (quella fondata  sulle norme condivise, che ci indicano cosa e\u2019 bene e cosa e\u2019 male),  esiste il rischio di ritrovarsi una societa\u2019 che non ha idea di dove sta  andando.<br \/>\nGuarda alla globalizzazione odierna, imperniata su un  approccio al business sempre piu&#8217; scientifico e finanziario: &#8220;senza  accorgersene&#8221;, sta distruggendo gli ecosistemi del mondo; sta  introducendo nuove tecnologie prima di verificarne un possibile danno  futuro agli esseri umani (penso per esempio alle nanotecnologie); sta  generando un villaggio globale senza che le persone abbiano il tempo di  adattarvici.<br \/>\nA mio avviso, non e\u2019 tanto sorprendente il fatto che non  si abbia idea del mondo che consegneremo ai nostri figli. Ma il fatto  che non ci si ponga il problema.<br \/>\nE se ce lo si pone, che ci si affidi  a una visione ideologica e semplicistica: &#8220;la globalizzazione,  imperniata sulla massima liberta&#8217; di scienza e finanza, e&#8217; la soluzione a  tutti i mali&#8221;.<\/p>\n<p>Non credo pero&#8217; che la soluzione risieda nel colpevolizzare scienza e finanza.<br \/>\nAl  contrario, avremo forse un sempre piu\u2019 disperato bisogno di entrambi  per risolvere le sfide che abbiamo difronte. Il punto e\u2019 riassegnare  loro il giusto valore. Contestualizzarle, de-ideologizzarle, smussarle  nei tratti piu\u2019 radicali, perseguendo l\u2019interdisciplinarita\u2019 e la  pratica del buon senso nell\u2019educazione e formazione delle persone.<br \/>\nPer  far si\u2019 che anche il futuro, oltre che il passato e il presente, venga  contabilizzato nell\u2019approccio scientifico cosi&#8217; come in quello  finanziario. Per creare quei meccanismi per cui i leader del futuro non  possano che essere tali a tutto tondo.<\/p>\n<div><em>(sullo stesso argomento, \u201cUmanisti contro Tecnici\u201d: <\/em><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/lavita-unviaggio.blogspot.com\/2009\/01\/umanisti-contro-tecnici.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/lavita-unviaggio.blogspot.com\/2009\/01\/umanisti-contro-tecnici.html<\/em><\/a><em>)<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il proseguire della mia avventura accademica, mi domando in che modo la forma mentis scientifica influenzi il modo in cui l\u2019uomo moderno costruisce il mondo di oggi.<\/p>\n<p>Prendendo a prestito filosofia e metodi dalle scienze naturali, le scienze sociali hanno come oggetto di osservazione tutti i fenomeni frutto dell\u2019intervento umano. Dall\u2019espansione dei centri urbani alla politica monetaria della Banca Centrale Europea; dalle migrazioni di massa alle dinamiche psicologiche sottese alla gestione di un condomio.<br \/>\nPer essere tali, le scienze sociali devono essere obiettive: non devono cioe\u2019 raccontare \u201ccome le cose potrebbero o dovrebbero andare\u201d, ma piuttosto \u201ccome le cose stanno\u201d.<\/p>\n<p>Assicurando la massima imparzialita\u2019, io scienziato osservo e raccolgo i dati. Li analizzo e ne attribuisco un valore statistico. Li interpreto, cercando di esplicitare una serie di relazioni di causa ed effetto. 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