{"id":2621,"date":"2017-08-28T13:57:10","date_gmt":"2017-08-28T13:57:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2621"},"modified":"2026-01-26T17:59:11","modified_gmt":"2026-01-26T16:59:11","slug":"il-dono-dellimperfezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2017\/08\/il-dono-dellimperfezione\/","title":{"rendered":"Il dono dell&#8217;imperfezione"},"content":{"rendered":"<p>Dal momento che si mette piede su Booking.com inizia il viaggio. La mente gi\u00e0 si proietta a destinazione e si lascia trascinare dall\u2019eccitazione: bello questo posto, intanto lo prenoto, non si sa mai! Poi si ritorna online e si rivalutano le opzioni: anche questa meta in effetti \u00e8 interessante, sono tentato di disdire e riprenotare.<\/p>\n<p>Avevo quindi gi\u00e0 navigatato i mari di Internet prima di imbarcarmi per il sud dell\u2019Albania, prima tappa di un viaggio di famiglia che sarebbe poi proseguita nella Grecia Ionica. Arriva il giorno della partenza, e a dire il vero non mi sento ancora completamente soddisfatto della destinazione prescelta: in fin dei conti le fotografie e le recensioni che continuo ad esaminare sulla localit\u00e0 verso cui siamo diretti non sono del tutto positive.<\/p>\n<p>Sbarchiamo a Igoumenitsa e insieme a poche altre macchine ci avventuriamo in una strada minore che punta a Nord, verso il confine albanese. Entriamo con entusiasmo in questo piccolo paese dalla storia travagliata e relativamente poco conosciuto dal punto di vista turistico. Ci lasciamo immediatamente sorprendere dall\u2019atmosfera ovattata e dal paesaggio aspro e desolante.<\/p>\n<p>Giunti a destinazione appare evidente che non si tratti di un luogo di villeggiatura a noi convenzionale, ma piuttosto di un coacervo di edifici e alberghi costruiti di maniera scomposta sulle pendici di piccole colline, fino ad arrivare al mare. Molte costruzioni giacciono in rovina, incomplete o appena abbozzate. Lasciate le arterie principali, l\u2019asfalto lascia il posto ad un improbabile dedalo di sterrati, costellati di pietre, buche, rimasugli di spazzatura, cani a zonzo, cassonetti bruciati.<\/p>\n<p>Con il sudore alla fronte arriviamo a destinazione, nell\u2019appartamento in cui avremmo trascorso le prime cinque notti di vacanza. Si tratta della porzione di una graziosa villetta con giardino abitata dalla famiglia dei proprietari, tutti in qualche modo al lavoro dentro o intorno alla casa. Siamo collocati all\u2019estremit\u00e0 est del villaggio, una zona periferica che domina una laguna animata dal via vai di pescatori, e forse di altre persone dedite ad altri traffici.<\/p>\n<p>Il lungomare si presenta come una lunga fila di beach bar, alcuni dei quali gestiti da italiani. Un camminamento lastricato li mette in comunicazione, ed \u00e8 altres\u00ec costeggiato di ristoranti dall\u2019atmosfera a volte ricercata, a volte famigliare. Piccoli lampioncini in stile simil art dec\u00f2 illuminano il sentiero, ma da un certo punto in poi giacciono tutti a terra, crollati, a pezzi. A tratti, compaiono giardinetti che fungono da scarico merci per i ristoranti, oltre che da ritrovo di anziane signore che preparano ceste di frittelle al cioccolato che poi venderanno da ambulanti nelle spiagge.<\/p>\n<p>Reso consapevole da Internet di quanta bellezza convenzionale sia a disposizione nel mondo, mi occorre una buona giornata per accettare l\u2019idea di aver scelto proprio quel posto per le vacanze di famiglia. Il destino vuole che in quel periodo stia leggendo un libro intitolato \u201cIl dono dell\u2019imperfezione\u201d, il cui autore, Alessandro Chelo, sprona i lettori ad accogliere l\u2019autenticit\u00e0 degli elementi di imperfezione che caratterizzano gli esseri umani e le loro opere. In qualche modo mi convinco che a questo punto non serva a nulla opporre resistenza alla situazione, a maggior ragione perch\u00e9 il resto della famiglia sembra invece prestare gi\u00e0 pi\u00f9 attenzione alla meraviglia del paesaggio naturale piuttosto che a tutto il resto. Lo scenario lascia incantati: mai avevo visto montagne cos\u00ec alte ergersi tanto precipitosamente dal mare.<\/p>\n<p>Adattato al nuovo contesto, mi lascio conquistare dalla diversit\u00e0 e dalla veridicit\u00e0 dell\u2019Albania. Mi gratifica sentirmi viaggiatore se non abitante io stesso di un luogo tanto diverso. Mi confondo con i residenti quando, la sera, affronto la strada mezza buia per comprare acqua e pane nel minimarket di quartiere, dove i commessi mi riservano grandi attenzioni. Mi rendo presto conto di essere circondato da un brulicante vicinato in cui le persone sembrano conoscersi, supportarsi a vicenda, e farsi compagnia durante le ore di lavoro. Non avverto un senso di pericolo, non ne avrei le ragioni, ma piuttosto mi si fa largo nel cuore un grande sentimento di tenerezza e compassione per la realt\u00e0 che mi circonda. In un certo senso tutto \u00e8 perfetto: proprio in quel contesto urbano che di certo non si nasconde dietro il proprio degrado, mi sembra di percepire un senso struggente e seducente di bellezza.<\/p>\n<p>E\u2019 giunto il momento di ripartire. In men che non si dica rientriamo in Grecia, e non possiamo che rimanere nuovamente sorpresi, questa volta per la \u201cnormalit\u00e0\u201d di quello che ci circonda. Tutto ci appare ordinato e pulito, ma anche forse un po\u2019 piatto e insignificante, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. Sembra di essere rientrati in Italia, seppure la Grecia sia di per s\u00e9 stessa ben diversa dall\u2019Italia!<br \/>\nSuperata una nuova fase di adattamento, cominciamo ad apprezzare la poesia di pittoreschi villaggi e taverne abbarbicate sul mare. Piano piano ci abituiamo a respirare quel senso di perfezione rilassata inconfondibilmente greco, distanziandoci dalla lunghezza d\u2019onda della compassione provata in Albania.<\/p>\n<p>La vacanza sta per concludersi e io mi porto a casa un semplice insegnamento. A dispetto di tutto quello a cui Internet ci pu\u00f2 preparare, in termini di conoscenze, desideri, aspettative e confronti, un viaggio \u00e8 fatto anche e soprattutto di avventura e scoperta del diverso. Volere vedere solo le cose pi\u00f9 belle \u00e8 molto limitativo, e nelle occasioni giuste vale la pena rinunciare a distinguere con cura i luoghi da visitare e quelli da tralasciare. L\u2019Albania mi ha fatto riassaporare il senso di integrit\u00e0 che si ha dall\u2019immergersi in una realt\u00e0 molto distante dalla propria, in cui scopriamo che \u00e8 possibile vivere in modo diverso e ne cogliamo gli elementi di piacevolezza.<\/p>\n<p>Visitare l&#8217;Albania mi ha altres\u00ec \u201caperto un mondo\u201d, perch\u00e9 mi ha concesso di superare i pregiudizi e l\u2019ignoranza che mi tenevano lontano da tanti paesi che giacevano spenti nella mia carta geografica mentale. Mi si accendono ora la Bosnia o la Georgia come prossime mete potenziali e arricchenti, e chiss\u00e0 quanti altre localit\u00e0 pi\u00f9 \u201covvie\u201d e vicine delle classiche destinazioni turistiche dall\u2019altra parte del mondo.<br \/>\nMi rimane la voglia di ripartire: preparandomi con cura, sulla storia e sulla cultura; mettendo in preventivo un periodo di assestamento; lasciandomi muovere e commuovere in modi diversi dalla perfezione e dall&#8217;imperfezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal momento che si mette piede su Booking.com inizia il viaggio. La mente gi\u00e0 si proietta a destinazione e si lascia trascinare dall\u2019eccitazione: bello questo posto, intanto lo prenoto, non si sa mai! 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