{"id":2750,"date":"2018-05-23T16:03:20","date_gmt":"2018-05-23T16:03:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2750"},"modified":"2026-01-26T17:47:04","modified_gmt":"2026-01-26T16:47:04","slug":"come-si-comporterebbero-le-imprese-se-fossero-cellule-del-corpo-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2018\/05\/come-si-comporterebbero-le-imprese-se-fossero-cellule-del-corpo-umano\/","title":{"rendered":"Come si comporterebbero le imprese se fossero cellule del corpo umano?"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa da poco la terza edizione del mio corso in Sustainable Business (Economia Sostenibile) all\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Si tratta di un\u2019occasione preziosa, attraverso cui rifaccio il punto di che cosa \u00e8 pi\u00f9 importante fare per traghettare il sistema economico verso un modello pi\u00f9 sostenibile. Parto dai materiali utilizzati l\u2019anno precedente, modificandoli e integrandoli grazie alla nuova consapevolezza maturata nel frattempo.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno pi\u00f9 di altri, questa fase preparatoria ha portato a un fiorire di idee e intuizioni, che di volta in volta mi sono appuntato su qualche foglio di carta o sul telefonino. E\u2019 giunto ora il momento opportuno per la loro decodifica, sotto forma di brevi articoli destinati al mio blog. Si parte, quindi!<\/p>\n<p><em>Come si comporterebbero le imprese se fossero cellule del corpo umano?<\/em><\/p>\n<p>Uno dei momenti pi\u00f9 belli del percorso proposto ai ragazzi quest\u2019anno \u00e8 stata la mattinata dedicata all\u2019esercizio del World Caf\u00e8. Si tratta di un format internazionale che io avevo visto sperimentare proprio all\u2019interno del mio corso dalla collega Annamaria Tuan. Viene chiesto ai partecipanti di dividersi in piccoli gruppi; vengono poi assegnate delle domande per la discussione, con la richiesta di rimescolare i team ad ogni successivo quesito (i \u201ccapotavola\u201d, invece, rimangono fermi al loro posto; presenteranno in plenaria le discussioni che si troveranno via via a presenziare).<\/p>\n<p>Quello che fa maggiormente la differenza \u00e8 la tipologia di domande che vengono proposte: nel mio caso propongo quesiti nuovi e generativi su cui ho riflettuto a lungo. Cerco di far valere la mia competenza di ricercatore nell\u2019aprire porte e prospettive innovative; cerco di evitare che i ragazzi \u201csi incaglino\u201d in complicate discussioni sui meriti e i demeriti dell\u2019attuale sistema economico. Queste, quindi, le domande inaspettate proposte:<\/p>\n<p>&#8211; Che cos\u2019\u00e8 un giusto prezzo e come si pu\u00f2 determinare?<br \/>\n&#8211; Come si comporterebbero le aziende se fossero cellule del corpo umano?<br \/>\n&#8211; Quali benefici comporta l\u2019essere onesti, in un contesto di mercato?<\/p>\n<p>Parto dall\u2019assunto che l\u2019economia possa diventare terreno fertile per l\u2019etica, ma \u00e8 necessario guardarla con occhi nuovi. Il risultato delle discussioni in aula va ogni oltre mia aspettativa: i quesiti in positivo inducono i ragazzi a ragionare in positivo, mettendo in gioco immaginazione e buon senso. E\u2019 un grande piacere ascoltare argomentazioni e idee fresche, sensate, a tratti commoventi nella loro capacit\u00e0 di ridisegnare un futuro migliore per il mondo.<\/p>\n<p>Un tema ricorrente di sfondo alle discussioni \u00e8 quello della necessit\u00e0 di maggiore coordinamento all\u2019interno del sistema economico attuale. Fino a quando i mercati assomiglieranno a dei campi di battaglia regolati dalla sola competizione tra le imprese, continueremo ad assistere a un enorme dispendio di energie: il risultato complessivo sar\u00e0 ben pi\u00f9 modesto di quello altrimenti conseguibile, e i danni collaterali ingenti.<br \/>\nIn un contesto di questo tipo, il successo e la crescita degli uni avviene sempre a scapito di altri (paradigma <em>win-lose<\/em>), piuttosto che a beneficio di tutti (paradigma <em>win-win<\/em>). Nei sistemi naturali questo non avviene, se non in stato di malattia: nel corpo umano sano, per esempio, ogni cellula fa la propria parte a partire dalla propria unicit\u00e0, a beneficio dell\u2019intero organismo.<\/p>\n<p>Mantenendo la stessa analogia, si potrebbe constatare che molta parte delle aziende-cellule che popolano il sistema economico attuale non riescano a comprendere la propria reale funzione, finendo per strafare a danno di altri, piuttosto che a perire su un terreno che in realt\u00e0 non appartiene loro. Alcune aziende-cellule si rifiutano di morire anche se sarebbe giunta la loro ora, e cos\u00ec facendo prevengono la nascita di altre che potrebbero ricoprirne meglio la funzione.<\/p>\n<p>Sembra quindi che per correggere &#8211; o meglio, curare &#8211; il sistema economico attuale le cellule-aziende dovrebbero da una parte essere supportate nell\u2019identificare e valorizzare la propria unicit\u00e0, dall\u2019altra essere incentivate ad espletare la propria funzione potenziale e quella soltanto (cos\u00ec da non danneggiarne altre o esserne danneggiate). Se questi processi non avvengono spontanei a livello di cellula-azienda, l\u2019intero sistema andr\u00e0 riprogrammato \u201cdall\u2019alto\u201d, fornendo per l\u2019appunto alle cellule-aziende sovra- o sotto-potenziate supporti e incentivi per ritornare, se vogliamo, centrate su s\u00e9 stesse.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso, forse, se durante le discussioni del World Caf\u00e8 molti studenti e studentesse abbiamo espresso la necessit\u00e0 di maggiore coordinamento all\u2019interno del sistema economico. Sembra infatti che le teorie e le politiche neo-liberiste ci abbiano restituito un capitalismo senza testa, in cui la libera concorrenza tra tutti e su tutto porta in realt\u00e0 alla crescita tumorale di quelle cellule-aziende che per i loro meriti \u201cdi forza\u201d, e\/o per i privilegi di cui godono, continuano a crescere a danno di altre cellule e funzioni vitali (mi viene in mente, in questo momento, Amazon).<\/p>\n<p>Questa riflessione mi porta a ricollegarmi a un mio passato articolo &#8211; anch\u2019esso relativo alla \u201cRivoluzione della Sostenibilit\u00e0\u201d (seconda parte, Sul liberismo) &#8211; in cui sostenevo che l\u2019evoluzione dell\u2019attuale sistema economico non pu\u00f2 che passare dalla politica, ovvero dal vincolare le aziende a lavorare su alcune cose piuttosto che su altre, in alcuni modi piuttosto che su altri. A differenza delle cellule dei sistemi naturali, le aziende-cellule non sembrano ancora pronte per un\u2019auto-regolamentazione fondata sul puro scambio, ovvero sul solo \u201cmercato\u201d, perch\u00e9 l\u2019impulso a sopraffare, ovvero la paura di essere sopraffatti, non sono ancora stati domati. Molta parte delle aziende non sono ancora in grado di comprendere la propria unicit\u00e0 e funzione sistemica, altrimenti non si spiegherebbe perch\u00e9 cos\u00ec tante imprese decidano di entrare in mercati gi\u00e0 iper-saturi e iper-competitivi, che producono gi\u00e0 ingenti danni collaterali ai partecipanti e all\u2019intero sistema.<\/p>\n<p>Sembra inoltre che, una volte immerse in campi di battaglia sempre pi\u00f9 stressanti (i mercati globali di oggi), la maggior parte delle imprese perda ulteriormente la capacit\u00e0 di comprendere in che modo il proprio ruolo \u00e8 chiamato ad evolversi, a beneficio di un sistema economico e sociale altrettanto in evoluzione. A dispetto di tutto quello che dice e si scrive sull\u2019attuale tumultuoso progresso tecnologico, a ben vedere la maggior parte dei settori industriali resta miope rispetto a potenziali sviluppi autenticamente evolutivi.<\/p>\n<p>Un esempio tra tutti arriva a mio avviso dal mercato dell\u2019auto, in cui le cui migliori energie innovative vengono di questi tempi catalizzate dalle <em>self-driving cars<\/em>, le auto a guida autonoma. Per quanto affascinante ed importante, questa innovazione non contribuir\u00e0 a migliorare la malattia sistemica del traffico, ma, al contrario, potrebbe addirittura peggiorarla. A ben vedere, la ricerca e i finanziamenti dovrebbero essere distribuiti su un ventaglio ben pi\u00f9 ampio di idee, funzionalit\u00e0 e unicit\u00e0 di pensiero, spingendosi ben oltre ad un <em>upgrade<\/em> dell\u2019esistente. Perch\u00e9, per esempio, non si dedica perlomeno pari attenzione alla possibilit\u00e0 di costruire auto compattabili, che occupino la minima porzione di spazio pubblico quando parcheggiate e solo lo stretto necessario quando in movimento?<\/p>\n<p>Ritorno quindi a pensare che affinch\u00e8 il sistema evolva, sia necessaria una politica, ovvero una decisione collettiva presa a suo beneficio. Se il mercato non \u00e8 in grado di farlo, spetta alla collettivit\u00e0 pilotare l\u2019innovazione nella direzione necessaria, attraverso meccanismi regolamentativi che mettano fuori legge alcune cose e ne incentivino altre, reindirizzando l\u2019agire dei mercati verso sfide pi\u00f9 evolutive. Questo gi\u00e0 succede, ma con una velocit\u00e0 di risposta enormemente pi\u00f9 lenta rispetto all\u2019avanzare delle malattie che manifesta il sistema. Negli ultimi tempi, per esempio, alcuni governi nazionali e regionali stanno cominciando a tassare la vendita di bibite gassate (le cosiddette \u201csoda taxes\u201d, a danno dei loro produttori), ma questo ancora non avviene per esempio per i dolciumi, i cui produttori in parte continuano in una corsa competitiva per immettere sul mercato prodotti dannosi per la salute delle persone.<\/p>\n<p>In molti casi sono le imprese leader di mercato quelle che pi\u00f9 temono l\u2019autentica evoluzione degli stesso, perch\u00e9 temono di vedersi scalzate dalla loro posizione dominante. Diventano inoltre in grado di influenzare il processo politico collettivo nella direzione conservativa a loro pi\u00f9 congeniale; da questo punto di vista, la politica dovrebbe prestare pi\u00f9 attenzione alla situazione degli esclusi, che rappresentano il potenziale inespresso del sistema, rispetto agli inclusi, che a volte rappresentano l\u2019inerzia dello stesso.<\/p>\n<p>In conclusione, mi sorprendo di quanto lontano si possa arrivare partendo da una domanda nuova. \u201cCome si comporterebbero le aziende se fossero cellule del corpo umano?\u201d sembrava un quesito teorico e improbabile, originato di maniera ingenua da alcune mie recenti letture in materia di biomimesi. Ancora una volta invece, come affermava Einstein, l\u2019immaginazione si dimostra \u201cpi\u00f9 importante della conoscenza, perch\u00e9 la conoscenza \u00e8 limitata mentre l\u2019immaginazione abbraccia il mondo\u201d.<\/p>\n<p>(<em><em>Immagine: piranka\/iStock)<\/em><\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Post scriptum<br \/>\n<\/strong><\/em><br \/>\nSono passati tre anni da quando ho scritto questo articolo: a rileggerlo oggi mi sorprendo di quanto denso di argomenti sia, di quanto una domanda apparentemente fuori contesto sia stata proficua a mettere in luce molti aspetti nascosti del tema in questione. Il mio corso in <em>Sustainable Business <\/em>\u00e8 giunto nel frattempo alla sua sesta edizione: anche quest&#8217;anno ho promosso dei piccoli gruppi di discussione intorno alla stessa domanda, meravigliandomi di quanto &#8220;fresche&#8221; e originali fossero le loro riflessioni. Ho quindi deciso di aggiungere a questo articolo questo post-scriptum, per fare tesoro di queste mie ulteriori riflessioni:<\/p>\n<p>&#8211; se ciascun organo del corpo umano ha un proprio preciso scopo sistemico, qual&#8217;\u00e8 invece lo scopo dei mercati (e chi lo decide)?<br \/>\n<em>Di primo acchito risponderei che lo scopo dei mercati \u00e8 quello di fornirci quello di cui abbiamo bisogno. Dopo averlo fatto, per\u00f2, mi<\/em><em> <\/em><em>renderei conto di quanto<em> <\/em><\/em>rischioso e potenzialmente fuorviante sia legare la funzione sistemica dei mercati a dei\u00a0<em>bisogni da soddisfare<\/em>: come facciamo ad essere sicuri che i bisogni percepiti all&#8217;interno della societ\u00e0 siano quelli autenticamente evolutivi per la stessa? Legando la funzione sistemica dei mercati a un concetto connotato in termini di\u00a0<em>difetto\/mancanza <\/em>(invece, per esempio di<em> pregio\/presenza)<\/em>, non ci si imbarca per principio lingustico in una\u00a0<em>insoddisfacente <\/em>rincorsa senza fine?<\/p>\n<p>Cos\u00ec come gli organi del corpo umano sono finalizzati a mantenere il suo <em>sano <\/em>funzionamento, non \u00e8 forse pi\u00f9 conveniente rifinalizzare i mercati al <em>sano <\/em>funzionamento della societ\u00e0?<br \/>\nTorna in mente a questo punto un altro mio articolo sul tema, intitolato &#8220;Riattualizzare l&#8217;economia, finalizzandola al <em>benessere<\/em>&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/2020\/05\/riattualizzare-leconomia-finalizzandola-al-benessere\/\" target=\"_blank\">link<\/a>). Volendo inoltre tracciare un filo rosso tra quanto da me scritto tre anni fa e adesso, affermerei questo: per cambiare il sistema economico, \u00e8 necessario dotare i mercati di uno SCOPO EVOLUTIVO e le imprese di un focus sul proprio CONTRIBUTO UNICO.<\/p>\n<p>&#8211; come sostenuto da uno dei gruppi di discussione, le aziende operano per molti versi come le cellule di una corpo umano, ma se queste ultime possono sempre contare sulla disponibilit\u00e0 di ossigeno, le aziende si ritrovano ad essere preoccupate o ossessionate dalla propria linfa vitale, il denaro. Quanto sano pu\u00f2 essere il sistema economico, se gli attori che lo compongono sono <em>ansiosi <\/em>relativamente alla propria sopravvivenza o percepita prosperit\u00e0\/adeguatezza? Seguendo questo ragionamento, risulta necessario rimuovere quest&#8217;ansia dal sistema, riportando le aziende ad operare in una condizione di SERENITA&#8217; e di CENTRATURA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa da poco la terza edizione del mio corso in Sustainable Business (Economia Sostenibile) all\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Si tratta di un\u2019occasione preziosa, attraverso cui rifaccio il punto di che cosa \u00e8 pi\u00f9 importante fare per traghettare il sistema economico verso un modello pi\u00f9 sostenibile. Parto dai materiali utilizzati l\u2019anno precedente, modificandoli e integrandoli grazie alla nuova consapevolezza maturata nel frattempo.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno pi\u00f9 di altri, questa fase preparatoria ha portato a un fiorire di idee e intuizioni, che di volta in volta mi sono appuntato su qualche foglio di carta o sul telefonino. E\u2019 giunto ora il momento opportuno per la loro decodifica, sotto forma di brevi articoli destinati al mio blog. Si parte, quindi!<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2769,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-rivoluzione-della-sostenibilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4348,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2750\/revisions\/4348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}