{"id":2829,"date":"2018-07-10T10:27:12","date_gmt":"2018-07-10T10:27:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2829"},"modified":"2026-01-26T17:43:48","modified_gmt":"2026-01-26T16:43:48","slug":"cosa-ce-oltre-il-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2018\/07\/cosa-ce-oltre-il-capitalismo\/","title":{"rendered":"Cosa c&#8217;\u00e8 oltre il capitalismo?"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 sabato e ho appena finito di leggere un paio di capitoli di \u201cWinning\u201d (Vincere) di Jach Welch. S\u00ec, Jack Welch, l\u2019uomo-emblema di un capitalismo che riesce a sorprendere tanto per la sua capacit\u00e0 di produrre risultati, quanto per la sua spietatezza. Due grandi argomentazioni dell\u2019autore mi colpiscono: la prima riguarda la natura generosa della leadership, che prevede che il leader sia colui la cui gratificazione ultima arriva dal vedere soddisfatti i suoi collaboratori e followers; la seconda tocca invece il tema dell\u2019agire delle imprese, che nel loro orientamento ad uno scopo ben definito sono chiamate a mantenere a bordo solamente le persone completamente allineate a tale scopo.<\/p>\n<p>Le parole di Welch sono cariche di energia ed autenticit\u00e0: si tratta di elementi di consapevolezza maturati attraverso tanti anni di esperienza \u201cal fronte\u201d in qualit\u00e0 di CEO della General Electric, impegnato sul dettaglio di ogni decisione e di ogni relazione. Welch viene tuttora criticato per uno stile che per quanto genuino \u00e8 anche rude ed eccessivamente diretto, capace di umiliare persone e aziende. Per Welch il business \u00e8 un gioco, in cui tutti sono chiamati a vincere, perch\u00e9 vincere, non perdere, \u00e8 quello che gratifica gli esseri umani. Welch prospera negli ambienti ad alto tasso di testosterone e competizione, ed \u00e8 campione di darwinismo sociale; crede che sia giusto e doveroso per il bene del mondo che i forti prevalgano sui deboli.<\/p>\n<p>Jack Welch sembra un libro aperto sull\u2019essenza del capitalismo: comprendere le sue riflessioni risulta quindi essenziale, in un momento storico in cui \u00e8 accesissima la riflessione su quale sistema pi\u00f9 evoluto far\u00e0 seguito al capitalismo stesso. Sar\u00e0 indispensabile salvare il meglio di quello che \u00e8 stato, scartando quello che fa danni e non funziona pi\u00f9. L\u2019idea di operare da una posizione di forza, e vincere nella causa che ci sta a cuore, risuona con il mio buon senso, perch\u00e9 ci consente di generare energia ed entusiasmo a servizio di chi beneficia del nostro lavoro. Se noi premiamo noi stessi, valorizzando la nostra unicit\u00e0 e il nostro merito, anche il mondo ci premier\u00e0 e saremo in grado di creare risultati straordinari.<\/p>\n<p>In ultima istanza, il comunismo \u00e8 fallito per la sua incapacit\u00e0 di valorizzare il potenziale dei singoli individui.<br \/>\nIl capitalismo, invece, libera la capacit\u00e0 creativa e produttiva degli individui, ma ancora non riesce a non distruggere (\u201cla distruzione creativa\u201d di Schumpeter). Il sistema che verr\u00e0 non sar\u00e0 pi\u00f9 un gioco a somma zero in cui solo alcuni vinceranno a danno di altri e dell\u2019ambiente, ma un sistema in cui tutti, e il pianeta in primis, vinceranno. Si vincer\u00e0 solo per gli altri (e per s\u00e9 stessi), non pi\u00f9 contro degli altri (e di s\u00e9 stessi).<\/p>\n<p>Per arrivare a questo stadio evoluto, \u00e8 necessaria che evolvano perlomeno due aspetti del mondo:<br \/>\n&#8211; il grado di consapevolezza dei singoli e delle organizzazioni, ovvero la loro capacit\u00e0 di comprendere s\u00e9 stessi e la propria ragione di essere parte della storia, senza egocentrismo;<br \/>\n&#8211; il sistema all\u2019interno del quale i singoli e le organizzazioni operano, ovvero le condizioni di contesto che facciano s\u00ec che i singoli non possano che puntare a vincere a beneficio di tutti<\/p>\n<p>Sar\u00e0 necessaria una comprensione ben pi\u00f9 ampia dei molti modi in cui le nostre azioni impattano gli altri e il mondo, e di come questi ultimi ci chiedono di \u201ccambiare pelle\u201d nel corso del nostro cammino. Uno dei grandi limiti delle due grandi ideologie economiche tuttora esistenti, ovvero comunismo e capitalismo, \u00e8 proprio la rigidit\u00e0 e l\u2019auto-referenzialit\u00e0 che esse inducono. Esse non cambiano a partire da mondo che nel frattempo \u00e8 cambiato intorno a loro, non muoiono per lasciare il posto ad altre idee pi\u00f9 adatte ai tempi. Gli esseri umani stessi esitano ad abbandonarle, perch\u00e9 sentono ancora il bisogno delle rassicurazioni che queste forniscono.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 sostenuto dalla filosofia organizzativa Teal, le aziende del futuro saranno quindi chiamate non solo a darsi scopi evolutivi, ma anche a rivederli regolarmente alla luce delle mutate condizioni dentro s\u00e9 stesse e nel mondo in cui si trovano. Dovranno chiedersi: che cosa serve, e a chi, in questo nuova fase? Come possiamo mettere a miglior frutto la nuova consapevolezza acquisita?<br \/>\nLe ricette preconfezionate e calate dall\u2019altro, per tutti e per tutte le stagioni, non troveranno pi\u00f9 il senso di esistere. Lasceranno il posto a spinte intelligenti e differenziate in arrivo dal basso, ovvero dalla maturata capacit\u00e0 di lettura dei singoli e delle situazioni. Solo se emergenti, non imposti, gli equilibri diventano evolutivi.<\/p>\n<p>Le sfide da affrontare non mancano, e si tratta di problemi irrisolvibili all\u2019interno del paradigma attuale. Il nuovo sistema economico sar\u00e0 anzitutto chiamato a riparare i danni creati dai precedenti, prendendosi letteralmente carico di guarirne le ferite. Ferite di cui \u00e8 carico l\u2019ambiente naturale cos\u00ec come sono cariche le persone, nel corpo, nella mente e nello spirito. Il paradigma della crescita auto-referenziale sar\u00e0 sostituito da quello della cura etero-diretta. Ciascuna persona sar\u00e0 chiamata a giocare un ruolo ben pi\u00f9 attivo, chiedendosi: qual \u00e8 l\u2019unicit\u00e0 del mio dono e punto di consapevolezza, e chi ne ha pi\u00f9 bisogno? Non si tratta pi\u00f9 di forzare il nostro ego sul mondo, ma lasciare che il mondo ci conduca alla scoperta del nostro pi\u00f9 alto potenziale.<\/p>\n<p><em>Immagine: http:\/\/www.geo.coop\/story\/reflections-moving-beyond-capitalism<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 sabato e ho appena finito di leggere un paio di capitoli di \u201cWinning\u201d (Vincere) di Jach Welch. S\u00ec, Jack Welch, l\u2019uomo-emblema di un capitalismo che riesce a sorprendere tanto per la sua capacit\u00e0 di produrre risultati, quanto per la sua spietatezza. Due grandi argomentazioni dell\u2019autore mi colpiscono: la prima riguarda la natura generosa della leadership, che prevede che il leader sia colui la cui gratificazione ultima arriva dal vedere soddisfatti i suoi collaboratori e followers; la seconda tocca invece il tema dell\u2019agire delle imprese, che nel loro orientamento ad uno scopo ben definito sono chiamate a mantenere a bordo solamente le persone completamente allineate a tale scopo.<\/p>\n<p>Le parole di Welch sono cariche di energia ed autenticit\u00e0: si tratta di elementi di consapevolezza maturati attraverso tanti anni di esperienza \u201cal fronte\u201d in qualit\u00e0 di CEO della General Electric, impegnato sul dettaglio di ogni decisione e di ogni relazione. Welch viene tuttora criticato per uno stile che per quanto genuino \u00e8 anche rude ed eccessivamente diretto, capace di umiliare persone e aziende. Per Welch il business \u00e8 un gioco, in cui tutti sono chiamati a vincere, perch\u00e9 vincere, non perdere, \u00e8 quello che gratifica gli esseri umani. Welch prospera negli ambienti ad alto tasso di testosterone e competizione, ed \u00e8 campione di darwinismo sociale; crede che sia giusto e doveroso per il bene del mondo che i forti prevalgano sui deboli.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2830,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-rivoluzione-della-sostenibilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2829"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4334,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2829\/revisions\/4334"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}