{"id":2853,"date":"2018-07-12T11:26:48","date_gmt":"2018-07-12T11:26:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2853"},"modified":"2026-01-26T17:44:19","modified_gmt":"2026-01-26T16:44:19","slug":"nuovamente-sulla-competizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2018\/07\/nuovamente-sulla-competizione\/","title":{"rendered":"Nuovamente, sulla competizione"},"content":{"rendered":"<p>Ed eccomi qui a riflettere, nuovamente, sul valore della competizione nei contesti economici. Questa volta lo faccio a partire da una vicenda molto pratica, che come sempre ho vissuto in prima persona e che questa volta riguarda niente meno che\u2026la vendita di gelati!<\/p>\n<p>Il mese di Giugno, si sa, invita a stare all\u2019aria aperta, e cosa c\u2019\u00e8 di meglio da fare la sera che uscire a prendere un buon gelato artigianale? Negli ultimi tre giorni mi \u00e8 capitato ben tre volte, cambiando gelateria ogni sera. Ho cominciato il tour dal gelataio sotto casa, frequentato nel quartiere anche e soprattutto come luogo di aggregazione per le famiglie. Rispetto all\u2019alto standard a cui Padova ci ha ultimamente abituato, il gelato non mi sembra particolarmente buono: \u00e8 identico a quello che lo stesso gelataio serviva gi\u00e0 molti anni fa.<\/p>\n<p>In una seconda serata, esco in bicicletta insieme a tutta la famiglia per testare la proposta della rinomata Pasticceria Giotto, appena aperto una seconda gelateria a un chilometro da casa: gelato eccezionale, da leccarsi i baffi, una vera e propria estasi del gusto!<\/p>\n<p>La terza sera, infine, esco di casa tutto solo con la scusa di una passeggiata. Destinazione? La gelateria Giotto, naturalmente! Questa volta per\u00f2 la trovo chiusa, ma fortuna vuole che la strada del ritorno passi difronte alla terza gelateria della zona\u2026Percependo il rischio di rimanere deluso dopo l\u2019eccellenza della sera precedente, dirotto la mia scelta dal gelato alla granita, rigorosamente al limone: ottima!<\/p>\n<p>Esaurito il \u201ctriplete\u201d ritorno soddisfatto a casa, con il pensiero che in qualche modo ritorna ai miei articoli sulla competizione nei mercati. Ora pi\u00f9 che mai riesco ad ancorare la riflessione a un caso appena vissuto e pi\u00f9 facilmente circoscrivibile: quali effetti ha portato l\u2019aumentata concorrenza nella vendita di gelati artigianali a Padova? Chi risente di questi effetti?<br \/>\nMi cimento nel stilarne una lista, partendo dai positivi:<\/p>\n<p>&#8211; \u00e8 aumentata la possibilit\u00e0 di scelta per i consumatori: diverse tipologie di gelato si adattano ai diversi gusti e richieste delle persone<br \/>\n&#8211; \u00e8 aumentata la qualit\u00e0 media dei gelati: l\u2019arrivo di concorrenti pi\u00f9 qualificati ha plausibilmente indotto perlomeno parte degli altri a migliorarsi, oltre ad avere reso visibile a tutti un patrimonio artigianale prima sconosciuto e di nuova ispirazione<br \/>\n&#8211; ha plausibilmente spinto tutti gli attori verso un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita degli elementi distintivi del proprio prodotto e della propria clientela<br \/>\n&#8211; ha plausibilmente contribuito a mantenere il rapporto qualit\u00e0-prezzo dei gelati invariato, se non ancora pi\u00f9 favorevole per il consumatore<\/p>\n<p>Questa invece la lista di effetti che qualcuno potrebbe considerare negativi:<\/p>\n<p>&#8211; si \u00e8 plausibilmente accentuato il senso di insicurezza dei gelatai preesistenti: con l\u2019aumentare dei concorrenti, potrebbe aumentare la paura di vedersi scalzati;<br \/>\n&#8211; per reagire alla nuova situazione, alcuni gelatai potrebbero introdurre modalit\u00e0 di vendita pi\u00f9 aggressive, quali pubblicit\u00e0 massive, scontistiche ingegnose o diffamazioni nei confronti dei concorrenti<br \/>\n&#8211; alcuni gelatai potrebbe cercare di copiare le tecniche e l\u2019offerta commerciale di quelli percepiti di maggior successo, in alcuni casi perdendo la propria originalit\u00e0 e unicit\u00e0<br \/>\n&#8211; alcuni gelatai potrebbero proporre alleanze o acquisizioni agli altri operatori<br \/>\n&#8211; alcuni gelatai fortemente impattati dall\u2019arrivo dei nuovi concorrenti potrebbero intraprendere strade illegali per restare in qualche modo a galla<br \/>\n&#8211; il numero di complessivo di gelati in vendita potrebbe risultare sovra-proporzionato rispetto al numero di clienti da servire, ingenerando una situazione di spreco sistemico di risorse<\/p>\n<p>Mi chiedo ora se questo caso di studio possa aiutarmi a chiarirmi le idee sul grado e la modalit\u00e0 desiderabile di competizione nei mercati. Chi come me sposa il filone della sostenibilit\u00e0 potrebbe percepire una qualche forma di repulsione verso un concetto che richiama quelli di guerra, distruzione, sofferenza e sperpero di risorse. Alla luce della disquisizioni sui gelati mi chiedo: \u00e8 possibile mantenere il meglio che la concorrenza porta &#8211; quindi maggiore e migliore variet\u00e0 di offerta, maggiore capacit\u00e0 di adattamento alle richieste della clientela &#8211; senza subirne i portati negativi &#8211; quindi potenziale sovra-produzione e spreco sistemico, oltre a dinamiche reciprocamente distruttive attuate dagli operatori gli uni contro gli altri?<\/p>\n<p>A pensarci bene servirebbe un sistema competitivo che fosse, in qualche modo, pi\u00f9 intelligente e pi\u00f9 sano.<br \/>\nDa una parte gli operatori di mercato dovrebbero coordinarsi &#8211; o essere coordinati dall\u2019esterno per evitare giochi al ribasso collusivi &#8211; su un massimale dinamico e variabile di produzione complessiva. Dall\u2019altra dovrebbero essere in grado &#8211; o essere messi nelle condizioni &#8211; di non cedere alla paura di vedersi sopraffatti o al desiderio di sopraffare gli altri, concentrandosi invece sui propri elementi di unicit\u00e0 complementari. Ognuno dovrebbe imparare a fare la propria parte e solo quella al meglio delle proprie potenzialit\u00e0, proprio come fanno le cellule di un corpo umano (emerge qui un interessante collegamento a un altro articolo di questa serie).<\/p>\n<p>Pensandoci bene, non \u00e8 la competizione in quanto tale che danneggia il mondo, ma la competizione vissuta in una dinamica di potere o paura. I danni non li fa la competizione, che di s\u00e9 e per s\u00e9 rappresenta un meccanismo evolutivo (il termine competizione deriva dal latino <em>cum petere<\/em>, ovvero perseguire insieme uno scopo). I danni li fanno da una parte la smania di potere, quindi l\u2019imposizione della propria volont\u00e0 sugli altri, e dall\u2019altra la paura, quindi il comportamento di attacco o fuga nei confronti degli altri e del mondo che cambia.<br \/>\nForte di questa nuova consapevolezza, non posso non constatare che il sistema economico globale odierno non solo tolleri potere e prevaricazione, paura e protezione, ma le favorisca attraverso meccanismi istituzionalizzati:<\/p>\n<p>&#8211; la normativa di tutela della propriet\u00e0 intellettuale fa s\u00ec che le invenzioni rimangano ad utilizzo esclusivo dei rispettivi inventori per moltissimi anni<br \/>\n&#8211; la pubblicit\u00e0 consente di moltiplicare la propria notoriet\u00e0 e impatto solo a chi se la pu\u00f2 permettere<br \/>\n&#8211; la lobbying politica consente agli operatori pi\u00f9 di influenti di modificare le regole del gioco economico a proprio favore<br \/>\n&#8211; le normative antitrust non impediscono agli operatori pi\u00f9 grandi di acquisire, di maniera pi\u00f9 o meno coercitiva, quelli pi\u00f9 piccoli<\/p>\n<p>Emerge a questo punto molto nitidamente quanto il sistema attuale favorisca i grandi sui piccoli e gli insiders sugli outsiders. Ha senso partire da qui nella costruzione di un\u2019economia pi\u00f9 giusta, dinamica ed evoluta: in che modi nuovi si potrebbe riequilibrare il sistema?<\/p>\n<p><em>Immagine: <\/em><em>\u00a9 igor (https:\/\/pixers.it\/quadri-su-tela\/guerra-o-pace-67863635)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed eccomi qui a riflettere, nuovamente, sul valore della competizione nei contesti economici. Questa volta lo faccio a partire da una vicenda molto pratica, che come sempre ho vissuto in prima persona e che questa volta riguarda niente meno che\u2026la vendita di gelati!<\/p>\n<p>Il mese di Giugno, si sa, invita a stare all\u2019aria aperta, e cosa c\u2019\u00e8 di meglio da fare la sera che uscire a prendere un buon gelato artigianale? Negli ultimi tre giorni mi \u00e8 capitato ben tre volte, cambiando gelateria ogni sera. Ho cominciato il tour dal gelataio sotto casa, frequentato nel quartiere anche e soprattutto come luogo di aggregazione per le famiglie. 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