{"id":2877,"date":"2018-09-11T10:29:10","date_gmt":"2018-09-11T10:29:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2877"},"modified":"2026-01-26T17:44:53","modified_gmt":"2026-01-26T16:44:53","slug":"risolvere-il-nodo-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2018\/09\/risolvere-il-nodo-del-lavoro\/","title":{"rendered":"Risolvere il nodo del lavoro"},"content":{"rendered":"<p>Il concetto di lavoro rappresenta un&#8217;ossessione sempre pi\u00f9 influente nella societ\u00e0 contemporanea. Tutti noi dobbiamo averne perlomeno uno, per garantirci un\u2019entrata economica e quindi la possibilit\u00e0 di mantenerci e finanche (nella percezione di qualcuno) di sopravvivere. I governi sono anzitutto chiamati a creare le condizioni affinch\u00e8 esistano opportunit\u00e0 di lavoro per tutti. Le imprese cercano di contenere i costi associati al lavoro, per rimanere quanto pi\u00f9 possibile profittevoli e competitive.<\/p>\n<p>A ben vedere, una societ\u00e0 in cui tutti portano un tale peso sulle spalle, non \u00e8 una societ\u00e0 completamente libera. Buona parte dell\u2019agire sociale prende vita da questa preoccupazione, e se da una parte essa rappresenta un formidabile motore per mettere in moto l\u2019ingegno e l\u2019impegno delle persone, dall\u2019altra porta a compiere scelte subottimali perch\u00e9 dettate dalla paura: \u201cse non\u2026, allora\u2026\u201d. Si vive in un certo senso sotto ricatto, e il valore stesso delle persone da intrinseco diventa estrinseco, ovvero condizionato dal successo sul lavoro.<\/p>\n<p>Per un istante cerco di immaginare cosa potrebbero fare &#8211; o evitare di fare &#8211; i governi se non dovessero per forza dare priorit\u00e0 al lavoro. Essi dipendono dalla creazione di impiego e di denaro in due modi: da una parte per mantenere la pace sociale; dall\u2019altra per garantire a s\u00e9 stessi entrate economiche sotto forma di gettito fiscale. Si pu\u00f2 quindi affermare che i governi non sono in liberi di amministrare la cosa pubblica in quanto tale, ma sono piuttosto costretti ad amministrare la cosa pubblica di maniera funzionale alla creazione di lavoro e di ricchezza, anche se far questo peggiora lo stato della cosa pubblica.<\/p>\n<p>Se i governi fossero realmente emancipati da vincoli e collusioni &#8211; con il mondo delle imprese da una parte e quello dei cittadini dall\u2019altra &#8211; \u00e8 ragionevole pensare che affronterebbero con maggiore determinazioni altre priorit\u00e0. Per esempio, tutelerebbero con pi\u00f9 forza la collettivit\u00e0 dall\u2019inquinamento e dalla distruzione ambientale, imponendo normative pi\u00f9 stringenti al mondo della produzione. Plausibilmente, la proteggerebbero dalla proliferazione di pubblicit\u00e0 onnipervasiva (inquinamento mentale), imponendo limiti ai tempi e i modi attraverso cui \u00e8 ammissibile catturare l\u2019attenzione dei cittadini. Quello che invece si osserva nella nostra societ\u00e0 \u00e8 che i governi non fanno il loro mestiere, o lo fanno di maniera debole, perch\u00e9 dipendono troppo da tasse e tangenti\/favori, oltre che dalla quantit\u00e0 di opportunit\u00e0 di lavoro create dalle imprese per i cittadini.<\/p>\n<p>Oltre ai governi, anche i cittadini finiscono per diventare vittime della tirannia del lavoro e del denaro: mossi dalla \u00a0paura di non averne o dalla bramosia di averne ancora di pi\u00f9, in molti finiscono per \u201cdare il peggio\u201d di s\u00e9 stessi, diventando disposti a rubare, ingannare o umiliarsi pur di garantirsi la sopravvivenza o l\u2019arricchimento, reali o percepiti che siano. In generale, la componente di paura o desiderio compulsivo non aiuta nessuno di noi a compiere scelte veramente intelligenti ed evolutive: lasciare un lavoro che non ci gratifica o ci immiserisce, coltivare un interesse o un sogno nel cassetto, dare priorit\u00e0 alla propria salute, vivere pi\u00f9 serenamente insieme agli altri.<\/p>\n<p>A ben vedere, buona parte dei mali sociali che affliggono le societ\u00e0 capitalista contemporanea pu\u00f2 essere riconducibile alla matrice dei soldi, ovvero al meccanismo ultimo di sopravvivenza e successo dentro di essa. Tale meccanismo ha chiaramente funzionato da incentivo per l\u2019incredibile e per molti versi prezioso sviluppo moderno dell\u2019umanit\u00e0, ma siamo ora arrivati a un punto di saturazione che lo stesso incentivo si \u00e8 tramutato da funzionale a disfunzionale. Il continuare allo stesso modo smette di essere evolutivo e comincia a diventare involutivo, trasformando quelli che erano prima benefici in danni.<\/p>\n<p>La questione del lavoro, inoltre, diventa ancora pi\u00f9 esacerbata e ineludibile nell\u2019epoca in cui sempre pi\u00f9 attivit\u00e0 industriali che un tempo erano prerogativa degli esseri umani vengono delegate alle macchine. L\u2019attuale processo di automazione e robotizzazione potrebbe per lo meno in parte essere accolto con grande positivit\u00e0, se solo non fossimo preoccupati di rimanere senza lavoro o con poco lavoro da fare (e quindi senza soldi). Risulta a questo punto urgente entrare nell\u2019ordine delle idee che ci sar\u00e0 meno lavoro da fare nel futuro per noi esseri umani. Dovremmo essere messi nella condizioni di non preoccuparcene, riguadagnando al contrario la capacit\u00e0 di vivere con pi\u00f9 tempo libero e meno sensi di colpa la nostra vita.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 moderna, mi sembra, si trova di a un bivio: per imboccare nuovamente la strada evolutiva, \u00e8 chiamata a risolvere il nodo del lavoro. Da questo punto di vista, i sistemi sociali del futuro dovranno diventare \u201cpost-capitalisti\u201d e \u201cpost-comunisti\u201d, ovvero emancipati dalle sovrastrutture di potere che interferiscono con l\u2019altrimenti pi\u00f9 naturale e partecipativo flusso di denaro e di lavoro. L\u2019equazione lavoro-denaro-sopravvivenza\/successo dovr\u00e0 essere rivisitata alla fondamenta, ampliando i concetti di lavoro e di retribuzione di modo tale che persone e imprese possano operare con pi\u00f9 serenit\u00e0 e pi\u00f9 intelligenza, ovvero pi\u00f9 consapevoli di quello che possono e vogliono veramente dare e ricevere. Il castello della nuova economia dovr\u00e0 reggersi sulla fiducia piuttosto che sulla preoccupazione, facendo leva sulla motivazione intrinseca che ogni persona ha di migliorare s\u00e9 stessa e il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto di lavoro rappresenta un&#8217;ossessione sempre pi\u00f9 influente nella societ\u00e0 contemporanea. Tutti noi dobbiamo averne perlomeno uno, per garantirci un\u2019entrata economica e quindi la possibilit\u00e0 di mantenerci e finanche (nella percezione di qualcuno) di sopravvivere. I governi sono anzitutto chiamati a creare le condizioni affinch\u00e8 esistano opportunit\u00e0 di lavoro per tutti. Le imprese cercano di contenere i costi associati al lavoro, per rimanere quanto pi\u00f9 possibile profittevoli e competitive.<\/p>\n<p>A ben vedere, una societ\u00e0 in cui tutti portano un tale peso sulle spalle, non \u00e8 una societ\u00e0 completamente libera. 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