{"id":2897,"date":"2018-09-12T09:22:52","date_gmt":"2018-09-12T09:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2897"},"modified":"2026-01-26T17:58:49","modified_gmt":"2026-01-26T16:58:49","slug":"oltre-l-intelligenza-la-semplicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2018\/09\/oltre-l-intelligenza-la-semplicita\/","title":{"rendered":"Oltre l&#8217;intelligenza, la semplicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli aggettivi inglesi pi\u00f9 usati ed abusati di questi tempi \u00e8 <em>smart<\/em> (intelligente, sveglio). Seppure spesso questo attributo venga invocato di maniera riduzionista, meccanicista, o alla moda, concordo con gli esperti di economia nell\u2019assegnare molta importanza al fatto che imprese e organizzazioni gestiscano di maniera pi\u00f9 intelligente le risorse che hanno a disposizione.<\/p>\n<p>Intelligenza fa rima con efficienza: in qualche modo l\u2019una \u00e8 la continuazione naturale dell\u2019altra. Si tratta in prima battuta di combattere gli sprechi, rendendo da una parte le aziende pi\u00f9 competitive, dall\u2019altra l\u2019intero sistema pi\u00f9 sostenibile. I pi\u00f9 recenti sviluppi dell\u2019informatica e della sensoristica spalancano le porte alla cosiddetta <em>industria 4.0<\/em>, ovvero un\u2019industria in cui si raccolgono dati su tutti i processi, per comprenderli meglio e quindi migliorarli. Di questi tempi una moltitudine di societ\u00e0 tecnologiche e di consulenza si prodiga per proporre ai propri clienti soluzioni per diventare pi\u00f9 <em>smart<\/em>, creando per\u00f2 pi\u00f9 confusione di quanto sarebbe a mio avviso necessario.<\/p>\n<p>Maggiore intelligenza \u00e8 altres\u00ec richiesta a chi si occupa di marketing, per evitare di fare ci\u00f2 che non \u00e8 necessario e crea soltanto dissipazione di energie. Le societ\u00e0 di volantinaggio porta a porta ne forniscono un esempio chiaro: distribuiscono una comunicazione standardizzata (ad esempio un volantino promozionale di un nuovo esercizio commerciale) a tutte le abitazioni del circondario, senza riuscire a discriminare chi \u00e8 interessato da chi non lo \u00e8, oltre a chi \u00e8 presente in casa in quel periodo da chi non lo \u00e8. A livello sistemico, una tale azione rappresenta una perdita netta per tutti: per l\u2019azienda, che si trover\u00e0 a stampare e distribuire molti pi\u00f9 volantini del necessario; per i non interessati o i non presenti, per i quali la comunicazione rappresenta solo rumore; per l\u2019ambiente, per lo spreco di risorse.<\/p>\n<p>Grazie alla loro capacit\u00e0 di tenere traccia di tutto e di tutti, i sistemi digitali sono il campo d\u2019azione privilegiato delle imprese <em>smart. <\/em>Attraverso l\u2019analisi di grandi quantit\u00e0 di dati (<em>big data) <\/em>le aziende riescono a monitorare e misurare l\u2019impatto delle proprie azioni, oltre che profilare pi\u00f9 chiaramente la propria clientela. Le soluzioni analitiche pi\u00f9 avanzate le inducono a spendersi sulla frontiera del miglioramento quantitativo, anche se i benefici potrebbero a un certo punto diventare fortemente decrescenti. In altre parole, se la raccolta dei dati principali e la statistica descrittiva a loro applicata potrebbe agevolare un salto di qualit\u00e0, le successive iterazioni pi\u00f9 sofisticate richiederanno molti pi\u00f9 sforzi e risorse a fronte di risultati meno significativi. Ci\u00f2 che doveva combattere gli sprechi e abbassare il rumore, comincia ora a generare nuovamente entrambi.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario inoltre considerare i costi ambientali del processamento e salvataggio di grandi quantit\u00e0 di informazioni e di dati. Siamo spesso indotti a pensare che il mondo dei big data &#8211; e la societ\u00e0 dell\u2019informazione in cui viviamo, inclusiva di Internet e social media \u2013 abbia un basso impatto ambientale. In qualche modo l\u2019assenza di consumo diretto di carta, oltre che riutilizzazione degli stessi schermi per una molteplicit\u00e0 di operazioni, ci impedisce di renderci pienamente conto di quanto del fatto che i dati da noi generati necessitano di ingenti quantit\u00e0 di spazio fisico per essere archiviati. Di fatto, le server farm del mondo si moltiplicano alla velocit\u00e0 della luce, consumando territorio e generando abbondanti emissioni. Infine, ovviamente, tutte le apparecchiature elettroniche &#8211; siano esse le nostre o quelle dei fornitori dei servizi &#8211; necessitano di essere alimentate attraverso la rete elettrica.<\/p>\n<p>Mettendo al centro la priorit\u00e0 della sostenibilit\u00e0, si potrebbe postulare che le aziende non solo dovrebbero mirare a diventare pi\u00f9 <em>smart<\/em>, ma anche, in generale, pi\u00f9 semplici. La fotografia che restituiscono i dati \u00e8 infatti di tipo analitico-riduzionista: prescinde infatti da quello sguardo pi\u00f9 intuitivo e olistico capace di distinguere quello che \u00e8 essenziale per l\u2019azienda da quello che non lo \u00e8. Anche se ora lo fanno meglio, le aziende in realt\u00e0 potrebbero continuare a fare troppo.<\/p>\n<p>Un passo imprescindibile per semplificare un\u2019impresa \u00e8 a mio avviso quello di emanciparsi dalla ricerca compulsiva della propria crescita, diventando pi\u00f9 selettivi: un\u2019azienda che cerca di fare \u201ctutto\u201d, \u201cper tutti\u201d e \u201ca tutte le condizioni\u201d, guidata da una volont\u00e0 gigantistica e di sopraffazione della concorrenza, \u00e8 un\u2019azienda che rischia di perdere il senso della priorit\u00e0, della misura e in ultima istanza della direzione. La sua crescita da sana potrebbe diventare \u201ctumorale\u201d, ovvero a danno di altri pezzi importanti del sistema (potremmo considerare Amazon un caso di questo tipo?).<\/p>\n<p>Sembra quindi che le aziende possano in qualche modo rimanere intelligenti solo a met\u00e0: se non diventano consapevoli di s\u00e9 stesse, non approdano al passo evolutivo della semplificazione. Puntare esclusivamente a far crescere <em>quello che si sa gi\u00e0 fare, <\/em>equivale inoltre all\u2019assumersi un grande rischio, perch\u00e9 nel frattempo il mondo intorno a s\u00e9 cambia. Un\u2019impresa che invece riconosce e punta all\u2019essenziale non solo non spreca risorse, ma le libera per continuare a esplorare e testare il proprio potenziale. In risposta al mondo che cambia, tale impresa sar\u00e0 maggiormente in grado di fare evolvere la propria proposizione di valore.<\/p>\n<p>In conclusione, mi sento di poter affermare che ogni qual volta gli esseri umani e le loro organizzazioni creano complicazione, il mondo ne soffre. Ogni qual volta creiamo eccesso, ridondanza e sprechi ci disallineiamo dalla via naturale di fare le cose, fondata sulla semplicit\u00e0 e sull\u2019essenzialit\u00e0. Ancora una volta il mio pensiero va agli studi ecologici, in particolare alle parole della fondatrice della biomimesi Janine Benyus: \u201cLa natura \u00e8 il nostro modello. La natura \u00e8 il nostro metro di misura. La natura \u00e8 il nostro mentore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aggettivi inglesi pi\u00f9 usati ed abusati di questi tempi \u00e8 smart (intelligente, sveglio). 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Di questi tempi una moltitudine di societ\u00e0 tecnologiche e di consulenza si prodiga per proporre ai propri clienti soluzioni per diventare pi\u00f9 smart, creando per\u00f2 pi\u00f9 confusione di quanto sarebbe a mio avviso necessario. <\/p>\n<p>Maggiore intelligenza \u00e8 altres\u00ec richiesta a chi si occupa di marketing, per evitare di fare ci\u00f2 che non \u00e8 necessario e crea soltanto dissipazione di energie. <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2898,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-rivoluzione-della-sostenibilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2897"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2897\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4340,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2897\/revisions\/4340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}