{"id":2930,"date":"2018-10-05T10:51:07","date_gmt":"2018-10-05T10:51:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2930"},"modified":"2026-01-26T17:46:11","modified_gmt":"2026-01-26T16:46:11","slug":"come-vogliamo-lavorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2018\/10\/come-vogliamo-lavorare\/","title":{"rendered":"Come vogliamo lavorare?"},"content":{"rendered":"<p>Come \u00e8 cambiato negli ultimi anni il modo di lavorare? Che tipologia di lavori sta generando l\u2019attuale fase di sviluppo iper-capitalista?<br \/>\nParto da queste domande per riflettere sul presente e sul futuro del mondo del lavoro. Gli ultimi due decenni hanno visto l\u2019avanzata di perlomeno due fenomeni che pi\u00f9 di altri hanno avuto un impatto rivoluzionario: da una parte l\u2019entrata in gioco della posta elettronica e di Internet, con la conseguente impennata della quantit\u00e0 e della velocit\u00e0 delle comunicazioni da gestire; dall\u2019altra il progressivo aumento di focus sul marketing, per far crescere il volume d\u2019affari e gestire in maniera pi\u00f9 individualizzata la relazione con i clienti.<\/p>\n<p>Questi sviluppi hanno contribuito a impattare in maniera sostanziale le dinamiche di gestione dell\u2019attenzione sul lavoro. Con l\u2019avanzare della telematica, le attivit\u00e0 materiali hanno trovato rispecchiamento nel mondo digitale, con un conseguente drastico aumento della percentuale di persone che lavorano al computer. Si andato affermando un modello di lavoro <em>multi-tasking: <\/em>da una parte si gestiscono parallelamente e contemporaneamente molteplici attivit\u00e0 a schermo; dall\u2019altra si dedica sempre pi\u00f9 tempo a scrivere e rispondere a mail e comunicazioni.<\/p>\n<p>Lo strumento telematico ha plausibilmente potenziato una componente di flessibilit\u00e0 e rapidit\u00e0 mentale delle persone. Ha altres\u00ec contribuito a costruire un mondo ad alta fiducia, in cui si collabora con successo anche senza conoscersi. Allo stesso tempo, per\u00f2, la crescita continua di richieste e di <em>task<\/em> da smarcare ha la maggior parte di noi ad assumere un atteggiamento pi\u00f9 reattivo e meno ponderato a quello che stiamo facendo.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 ci richiede schemi di azione-reazione che in qualche modo si sostituiscono al pensiero pi\u00f9 profondo e sofisticato, specie quando le proprie energie attentive vengono sparpagliate in molteplici rivoli per far fronte al \u201cbombardamento\u201d di comunicazioni e informazioni. Trascorrere l\u2019intera giornata lavorativa davanti al computer, sempre raggiungibili online, rischia di trasformarci in giocatori di tennis abilissimi a ributtare di l\u00e0 la pallina che ci arriva, ma senza una vera strategia se non addirittura inconsapevoli della partita che stiamo giocando. In queste condizioni, \u00e8 pi\u00f9 facile perdere il senso della priorit\u00e0, ovvero la capacit\u00e0 di distinguere quello che \u00e8 veramente importante da quello che non lo \u00e8. Bypassando il pensiero di pi\u00f9 alto livello, flirtiamo con l\u2019assuefazione e la compulsivit\u00e0, sull\u2019onda dell\u2019adrenalina prodotta e ignari dei cambiamenti neuro-cognitivi in atto.<\/p>\n<p>Esistono fortunatamente molti modi in cui si riescono a prevenire questi eccessi: alcune organizzazioni e liberi professionisti stanno cominciando a guadagnarne consapevolezza. Si sperimentano nuovi ambienti e tempi dedicati in cui le persone restano sconnesse da Internet, focalizzandosi su altre attivit\u00e0 utili, possibilmente non al computer. Prendono altres\u00ec forma nuovi incarichi lavorativi pluri-mansione, cos\u00ec che diverse fasi della giornata &#8211; e del proprio percorso professionale &#8211; siano dedicate ad attivit\u00e0 diverse, utilizzando strumenti diversi e coltivando mindset altrettanto diversi. Oltre che salutare e professionalizzante per la persona, una rotazione di questo tipo \u00e8 utile per facilitare la mutua comprensione tra le diverse &#8220;anime&#8221; che compongono l\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>Nel suo importante trattato intitolato <em>Reinventare le organizzazioni<\/em>, Frederic Laloux teorizza la possibilit\u00e0 che le organizzazioni evolute hanno di evolvere verso il modello <em>Teal<\/em>, in cui viene lasciata massima libert\u00e0 agli affiliati di auto-determinare il proprio ruolo, assumendosi maggiori responsabilit\u00e0 e maggiore potere decisionale. In queste organizzazioni rinunciando a delle strutture dedicate per le attivit\u00e0 cosiddette di staff (per esempio la gestione del personale, la comunicazione, l\u2019ambito legale e altri), delegando le stesse attraverso quote parti di competenza a tutti gli affiliati. Laloux riporta numerosi esempi di aziende che stanno cominciando a sposare perlomeno qualche componente del modello Teal, senza prescindere dal loro elemento cardine culturale: la chiarezza e l\u2019univocit\u00e0 con cui tutti percepiscono lo scopo ultimo dell\u2019organizzazione, ovverso il suo <em>purpose<\/em> socialmente utile.<\/p>\n<p>Non sorprende l\u2019enfasi sulla cosiddetta missione sociale aziendale in un\u2019epoca che ha visto proliferare i mestieri che si focalizzano esclusivamente e brutalmente sul marketing e sui numeri commerciali. Si pensi ai sempre pi\u00f9 numerosi analisti che le organizzazioni impiegano per lavorare esclusivamente su dati, numeri e proiezioni, privati di una visione pi\u00f9 ampia dei contesti economici e sociali all\u2019interno di cui l\u2019impresa opera. Si pensi alla crescente realt\u00e0 del telemarketing da call center, in cui le persone sono chiamate solo a spingere le vendite, di maniera seriale come macchine della comunicazione umana.<\/p>\n<p>In conclusione, ritengo indispensabile cominciare a guardare nel dettaglio la giornata lavorativa delle persone. Consapevoli delle differenze di cui esse sono portatrici, ma anche della necessit\u00e0 comune di ricercare un giusto equilibrio e valorizzare le diverse personalit\u00e0 di cui sono portatrici. Mai come in questo delicato momento storico in cui le attivit\u00e0 umane hanno raggiunto dimensioni e impatti immensi, il mondo ci chiede di guadagnare maggiore consapevolezza di quello che facciamo e perch\u00e9.<\/p>\n<p><em>Immagine: donna.nanopress.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 cambiato negli ultimi anni il modo di lavorare? Che tipologia di lavori sta generando l\u2019attuale fase di sviluppo iper-capitalista?<br \/>\nParto da queste domande per riflettere sul presente e sul futuro del mondo del lavoro. Gli ultimi due decenni hanno visto l\u2019avanzata di perlomeno due fenomeni che pi\u00f9 di altri hanno avuto un impatto rivoluzionario: da una parte l\u2019entrata in gioco della posta elettronica e di Internet, con la conseguente impennata della quantit\u00e0 e della velocit\u00e0 delle comunicazioni da gestire; dall\u2019altra il progressivo aumento di focus sul marketing, per far crescere il volume d\u2019affari e gestire in maniera pi\u00f9 individualizzata la relazione con i clienti.<\/p>\n<p>Questi sviluppi hanno contribuito a impattare in maniera sostanziale le dinamiche di gestione dell\u2019attenzione sul lavoro. Con l\u2019avanzare della telematica, le attivit\u00e0 materiali hanno trovato rispecchiamento nel mondo digitale, con un conseguente drastico aumento della percentuale di persone che lavorano al computer. Si andato affermando un modello di lavoro multi-tasking: da una parte si gestiscono parallelamente e contemporaneamente molteplici attivit\u00e0 a schermo; dall\u2019altra si dedica sempre pi\u00f9 tempo a scrivere e rispondere a mail e comunicazioni.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2937,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2930","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-rivoluzione-della-sostenibilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2930"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4346,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2930\/revisions\/4346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}