{"id":296,"date":"2009-04-04T20:09:23","date_gmt":"2009-04-04T20:09:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=296"},"modified":"2026-01-26T17:58:04","modified_gmt":"2026-01-26T16:58:04","slug":"ritorno-al-futuro-appunto-da-seoul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2009\/04\/ritorno-al-futuro-appunto-da-seoul\/","title":{"rendered":"Ritorno al futuro? Appunto da Seoul"},"content":{"rendered":"<p>Sostituendo il mio capo al MIT, la scorsa settimana sono volato a Seoul,  per discutere una possibile partnership che vedrebbe le nostre  tecnologie applicate alla progettazione di una serie di citta\u2019  futuristiche che verranno costruite nei prossimi anni in Corea del Sud.  In particolare, una mia presentazione aveva lo scopo di essere di  ispirazione per un concorso di idee a cui partecipavano la bellezza di  1400 gruppi di studenti (di cui 1000 coreani e 400 da tutto il resto del  mondo). E\u2019 stata data loro carta bianca per inventare da zero quella  che sara\u2019 Songdo International City, il nuovo distretto del business  della metropoli Incheon (2.8 milioni di abitanti), a due passi  dall\u2019aeroporto internazionale di Seoul.<\/p>\n<p>I progetti vincitori  verranno esposti alla Incheon Global Fair 2009, il cui scopo e\u2019 quello  di presentare la nuova Incheon al mondo e attrarre le multinazionali e i  professionisti stranieri che dovrebbero insediarsi in questo lembo di  terra sottratto al mare. Un asso nella manica per la nuova Songdo sara\u2019  l\u2019essere \u201cFree Economic Zone\u201d, con seducenti agevolazioni a livello di  tassazione per le aziende che decideranno di emigrare qui. La citta\u2019  inventata dagli studenti dovra\u2019 rispettare tre criteri: essere una  \u201cU-City\u201d, una \u201cEco-City\u201d e una \u201cCommunity-City\u201d, ovvero incorporare le  ultime tecnologie e tecniche in ambito di sensoristica, comunicazione e  sostenibilita\u2019 ambientale, nonche\u2019 promuovere l\u2019interazione sociale tra  gli abitanti.<\/p>\n<p>I tre giorni trascorsi tra Seoul e Incheon mi hanno  dato un\u2019idea della vastita\u2019 della sfida: seconda solo a Tokio per  numero di abitanti (24 milioni) questa megalopoli e\u2019 apparsa al mio  sguardo neofita quanto di piu&#8217; anonimo e ambientalmente insostenibile  potessi immaginarmi. Quello che in Cina sta succedendo in questi ultimi  anni e\u2019 successo in buona parte a Seoul nei decenni precenti: la  riallocazione di massa della popolazione urbana e rurale dalle  abitazioni tradizionali a un piano a migliaia di torri di 20-30 piani,  bianche e numerate. Tra i grattacieli della downtown si fanno strada  viali a 12 corsie, intasati giorno e notte. Solo le pittoresche colline  circostanti salvano Seoul dal soffocamento, fatta eccezione per quando  soffia il vento da Ovest carico dello smog di Pechino e Tianjin che  oscura il cielo del mar Giallo fino a qui.<\/p>\n<p>In un\u2019ansiosa rincorsa  verso l\u2019affermazione internazione (che qualcuno non esita a definire  \u201crat race\u201d o \u201ccorsa dei topi\u201d), la Corea del Sud compete con con i  fratelli maggiori della Cina e del Giappone per diventare piu\u2019 moderna,  piu\u2019 tecnologica, piu\u2019 cosmopolita, piu\u2019 all\u2019altezza dell\u2019 occidente. Le  autorita\u2019 locali hanno svenduto il paese al capitale straniero e ai  costruttori, cosi\u2019 che ora si parla di passaggio dall\u2019object-based al  community-based architecture, dall\u2019architettura e urbanistica centrata  sull\u2019oggetto (la torre e il grattacielo) a quella centrata sulla  comunita\u2019.<br \/>\nIn assenza di pianificazione, si da\u2019 il via libera a  costruire anche a pochi passi da un aeroporto militare e divampa la  polemica sui giornali rispetto alla probabilita\u2019 di uno schianto degli  aerei sulla torre.<\/p>\n<p>Fatta eccezione per i grattacieli sperimentali  in vetro, ai miei occhi Seoul non puo\u2019 che sembrare un &#8220;mostro&#8221;. Fino a  quanto, l\u2019ultimo pomeriggio, non riesco a visitare il quartiere di  Jongno-gu, stretto tra due imponenti palazzi reali: raffinate abitazioni  tradizionali si alternano a locali, musei e boutique il cui design  degli interni mi lascia di stucco. Mai visto nulla di cosi\u2019 bello,  nemmeno a Milano e New York. Mi tolgo le scarpe, entro per un te&#8217; in un  ristorante coreano in cui siedo su cuscini per terra. Distendo le gambe e  mi godo l\u2019infinita raffinatezza e gentilezza del luogo, delle persone,  delle scritte in alfabeto coreano e cinese. Tutta la bellezza di Seoul  sembra confinata qui, quasi a fare contraltare al mondo che comincia a  sud di Yulgokro Street.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sostituendo il mio capo al MIT, la scorsa settimana sono volato a Seoul, per discutere una possibile partnership che vedrebbe le nostre tecnologie applicate alla progettazione di una serie di citta\u2019 futuristiche che verranno costruite nei prossimi anni in Corea del Sud. In particolare, una mia presentazione aveva lo scopo di essere di ispirazione per un concorso di idee a cui partecipavano la bellezza di 1400 gruppi di studenti (di cui 1000 coreani e 400 da tutto il resto del mondo). E\u2019 stata data loro carta bianca per inventare da zero quella che sara\u2019 Songdo International City, il nuovo distretto del business della metropoli Incheon (2.8 milioni di abitanti), a due passi dall\u2019aeroporto internazionale di Seoul.<\/p>\n<p>I progetti vincitori verranno esposti alla Incheon Global Fair 2009, il cui scopo e\u2019 quello di presentare la nuova Incheon al mondo e attrarre le multinazionali e i professionisti stranieri che dovrebbero insediarsi in questo lembo di terra sottratto al mare. Un asso nella manica per la nuova Songdo sara\u2019 l\u2019essere \u201cFree Economic Zone\u201d, con seducenti agevolazioni a livello di tassazione per le aziende che decideranno di emigrare qui. La citta\u2019 inventata dagli studenti dovra\u2019 rispettare tre criteri: essere una \u201cU-City\u201d, una \u201cEco-City\u201d e una \u201cCommunity-City\u201d, ovvero incorporare le ultime tecnologie e tecniche in ambito di sensoristica, comunicazione e sostenibilita\u2019 ambientale, nonche\u2019 promuovere l\u2019interazione sociale tra gli abitanti.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":297,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-296","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa-e-culture-del-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=296"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4397,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296\/revisions\/4397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}