{"id":2997,"date":"2019-05-06T11:21:23","date_gmt":"2019-05-06T11:21:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=2997"},"modified":"2026-01-26T17:46:02","modified_gmt":"2026-01-26T16:46:02","slug":"lessenza-di-un-nuovo-paradigma-economico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2019\/05\/lessenza-di-un-nuovo-paradigma-economico\/","title":{"rendered":"L&#8217;essenza di un nuovo paradigma economico"},"content":{"rendered":"<p>Continuo il mio lavoro di analista del clima organizzativo, chiedendomi quale sia il suo senso ultimo: quale aspetto intimo del mondo sto cercando di comprendere?<br \/>\nIl mio animo di ricercatore mi porta a considerare ogni esperienza professionale e di vita come occasione di apprendimento: in questo caso intuisco che la mia continuata collaborazione con Great Place To Work si appresta a svelarmi dei meccanismi ancora pi\u00f9 semplici e quindi fondamentali su cui si regge l\u2019intero impianto concettuale dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Dopo che decine di sondaggi e migliaia di commenti sono passati sotto i miei occhi, comprendo non solo quanto stiamo cambiando le aspettative delle persone rispetto al loro lavoro, ma anche in che modo il nostro modo di concepire l\u2019azienda possa essere determinante. Se da un lato infatti sono sempre pi\u00f9 le organizzazioni che comprendono l\u2019importanza di concedere flessibilit\u00e0, benefit e spazi di creativit\u00e0 a collaboratori sempre pi\u00f9 formati ed esigenti, dall\u2019altra ci si scontra con logiche di budget secondo cui le persone sono una voce di spesa, ovvero un costo per l\u2019azienda, oltre che \u201crisorse umane\u201d al pari di altre tipologie di risorse. Come uscire dall\u2019impasse?<\/p>\n<p>Il linguaggio che utilizziamo rivela la cultura sottostante attraverso cui guardiamo il mondo. Da questo punto di vista non c\u2019\u00e8 forse termine migliore di \u201crisorsa\u201d che possa svelare l\u2019essenza dell\u2019economia scientifica moderna. Che cos\u2019\u00e8 una risorsa? E\u2019 qualcosa di <em>esterno <\/em>da noi che noi abbiamo libert\u00e0 di <em>estrarre<\/em> e<em> sfruttare<\/em>. Cos\u00ec come dalle risorse ambientali si estraggono le materie prime e le fonti di energia, dalle risorse umane si estrae lavoro e creativit\u00e0. Sfruttare in questo modo le risorse comporta la loro <em>usura<\/em> e il loro <em>consumo<\/em>: se la logica \u00e8 esclusivamente estrattiva non ci si preoccupa di rinnovare il loro potenziale produttivo e creativo, ma si procede piuttosto a reperire nuove risorse altrove.<br \/>\nLa stessa ratio permea il mondo non a caso definito del <em>consumo<\/em>: al pari degli input anche gli output del sistema economico sono considerati qualcosa di esterno da noi che abbiamo la libert\u00e0 di <em>usare<\/em>, fino a quando decideremo di gettarli per acquisirne altri.<\/p>\n<p>Resto sbalordito difronte a un concetto che, per la sua semplicit\u00e0, rappresenta ai miei occhi l\u2019essenza ultima dell\u2019attuale paradigma economico, ovvero il nucleo culturale da cui tutto il resto si sviluppa. Se questo \u00e8 vero la definizione del nuovo paradigma economico di cui il mondo ha disperatamente bisogno non pu\u00f2 che partire da qui, da una revisione dell\u2019essenza originaria. <em>Sfruttare<\/em> deriva dal latino <em>ex-fructus <\/em>&#8211; togliere il frutto &#8211; un gesto comprensibile solo se la situazione che lo circonda consente il mantenimento della prosperit\u00e0 del sistema. Sento che quello che il mondo ha bisogno oggi \u00e8 transitare <strong>dallo sfruttare al mettere a frutto<\/strong>. E\u2019 necessario riconciliarci con il mondo degli esseri umani e della natura, un mondo che abbiamo oggettivizzato, cominciando a guardarlo come risorsa esterna da noi. Quel mondo siamo noi, e contiene un <strong>potenziale<\/strong> che possiamo far maturare.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 vero, la nuova economia dovr\u00e0 essere ancorata all\u2019assunzione ultima di scoprire il potenziale attraverso cui il mondo naturale e umano &#8211; danneggiati dall\u2019epoca dello sfruttamento &#8211; possono essere messi nuovamente e diversamente a frutto. Si dovr\u00e0 necessariamente passare da un ripensamento della principale istituzione produttiva a nostra disposizione, l\u2019azienda. Se questa istituzione continuer\u00e0 a sottostare a logiche di budget per cui gli esseri umani e la natura sono considerati un costo &#8211; quindi un elemento di negativit\u00e0 per l\u2019istituzione stessa &#8211; allora essa non potr\u00e0 che continuare ad attuare uno sfruttamento e danneggiamento del mondo. Da questo punto di vista vedo solo due strade alternative praticabili:<\/p>\n<p>&#8211; o nella formalizzazione dell&#8217;istituzione aziendale gli esseri umani e la natura smettono di essere considerati un puro costo, ma piuttosto vengono contabilizzati &#8211; per lo meno in parte &#8211; come una positivit\u00e0 che in qualche modo viene retribuita;<br \/>\n&#8211; o ci si emancipa completamente dall\u2019istituzione aziendale, (ri)portando l\u2019economia alla dimensione individuale, in cui cio\u00e8 gli attori principali tornano ad essere gli individui \u201cliberi professionisti\u201d<\/p>\n<p>A voi riesce difficile immaginare un mondo in cui tutto ci\u00f2 che le aziende fanno per mettere a frutto il potenziale delle proprie persone e dell\u2019ambiente naturale viene retribuito? O un\u2019economia in cui esistono sempre meno aziende, ma sempre pi\u00f9 persone e alleanze di persone che operano per scoprire e mettere a frutto il potenziale di s\u00e9 stesse e degli ambienti naturali che pi\u00f9 hanno a cuore?<\/p>\n<p>La nostra capacit\u00e0 di risposta dipender\u00e0 dalla facilit\u00e0 con cui riusciamo a rispondere alla contro-domanda pi\u00f9 ovvia che si possa fare, ovvero: chi paga?<br \/>\nNon si tratta pi\u00f9 di retribuire solo la raccolta di un frutto che si consuma e che consuma, ma una messa a frutto sostenibile e votata al rinnovamento. La mia risposta \u00e8 che &#8211; nei modi pi\u00f9 tradizionali cos\u00ec come in quelli innovativi, individualmente cos\u00ec come collettivamente &#8211; tutti prima o poi ci renderemo disposti a farlo. Non credo che la nostra societ\u00e0 abbia altra scelta: pagheremo e saremo pagati per mettere a frutto, piuttosto che sfruttare, il potenziale nostro e del mondo che ci circonda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuo il mio lavoro di analista del clima organizzativo, chiedendomi quale sia il suo senso ultimo: quale aspetto intimo del mondo sto cercando di comprendere?<br \/>\nIl mio animo di ricercatore mi porta a considerare ogni esperienza professionale e di vita come occasione di apprendimento: in questo caso intuisco che la mia continuata collaborazione con Great Place To Work si appresta a svelarmi dei meccanismi ancora pi\u00f9 semplici e quindi fondamentali su cui si regge l\u2019intero impianto concettuale dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Dopo che decine di sondaggi e migliaia di commenti sono passati sotto i miei occhi, comprendo non solo quanto stiamo cambiando le aspettative delle persone rispetto al loro lavoro, ma anche in che modo il nostro modo di concepire l\u2019azienda possa essere determinante. Se da un lato infatti sono sempre pi\u00f9 le organizzazioni che comprendono l\u2019importanza di concedere flessibilit\u00e0, benefit e spazi di creativit\u00e0 a collaboratori sempre pi\u00f9 formati ed esigenti, dall\u2019altra ci si scontra con logiche di budget secondo cui le persone sono una voce di spesa, ovvero un costo per l\u2019azienda, oltre che \u201crisorse umane\u201d al pari di altre tipologie di risorse. Come uscire dall\u2019impasse?<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2998,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-rivoluzione-della-sostenibilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2997"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4345,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2997\/revisions\/4345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}