{"id":3052,"date":"2019-07-16T10:51:36","date_gmt":"2019-07-16T10:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3052"},"modified":"2026-01-26T17:36:59","modified_gmt":"2026-01-26T16:36:59","slug":"limportanza-di-semplificarci-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2019\/07\/limportanza-di-semplificarci-la-vita\/","title":{"rendered":"L&#8217;importanza di semplificarci la vita"},"content":{"rendered":"<p>Quante cose potremmo evitare di fare?<br \/>\nQuesto voleva essere il titolo di questo mio articolo, ma poi, al momento di sceglierlo, mi sono chiesto se non valesse la pena inquadrarlo in modo pi\u00f9 ampio, facendo riferimento al concetto di semplicit\u00e0. Questa riflessione, infatti, ha a che vedere con l\u2019opportunit\u00e0 di semplificarci la vita.<\/p>\n<p>I recenti sviluppi \u201ciper-moderni\u201d della societ\u00e0 e dell\u2019economia hanno fatto s\u00ec che si siano moltiplicate le cose da fare e di cui tener conto. Pi\u00f9 informazioni, pi\u00f9 prodotti, pi\u00f9 opportunit\u00e0, pi\u00f9 attenzioni: negli ultimi anni il mondo artificiale si \u00e8 andato impetuosamente sviluppando nella direzione di variet\u00e0 e diversificazione. Impatti ambientali a parte (lascio ad altri articoli la trattazione di questo aspetto), questa ricchezza potenziale va correttamente interpretata e gestita, affinch\u00e8 non ci complichi le cose e diminuisca il tempo e le risorse che abbiamo a disposizione per fare ci\u00f2 che \u00e8 autenticamente evolutivo per noi. Dopo una fase di esplosione delle opzioni, \u00e8 ora arrivato il momento di fare ordine e emanciparci da ci\u00f2 che ci \u00e8 poco utile se non dannoso.<\/p>\n<p>Per esemplificare quello che intendo dire, mi focalizzo su un caso pratico che mi riguarda direttamente, ovvero la pianificazione dei viaggi, professionali e di piacere che siano. Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 che mi ha sempre fatto entusiasmare, ma ultimamente mi sono reso conto di quanta attenzione ed energie stesse consumando, finendo per indurre preoccupazioni non necessarie.<\/p>\n<p>Si parte da Booking.com, la piattaforma che pi\u00f9 di ogni altra al mondo concentra la pi\u00f9 alta quantit\u00e0 di opzioni di alloggio. Si prosegue su Skyscanner.com, il sito che consente di valutare tutte le opzioni di volo aereo. Si continua su Google, guadagnando accesso a qualsiasi informazione e opinione disponibile su qualsiasi localit\u00e0 del mondo.<br \/>\nLa base di partenza per effettuare le proprie scelte \u00e8 strabiliante, ma proprio per questo l\u2019esercizio ci risulta ben pi\u00f9 difficile e dispendioso. Come gi\u00e0 sostenuto dagli autori del libro \u201c<em>The Paradox of Choice\u201d<\/em> la valutazione di cos\u00ec tante opzioni mette a dura prova la nostra capacit\u00e0 di gestire la spinta del desiderio: potrei andare nella localit\u00e0 X, ma anche quello Y mi attrae e ha i suoi vantaggi; potrei risparmiare aderendo velocemente all\u2019offerta a tempo su questo o quell\u2019elemento del viaggio, ma potrei anche trattarmi bene selezionando le opzioni pi\u00f9 comode e agevoli: e adesso che mi reso conto di quante viste mare ci sono, come faccio ad accettare la vista montagna? E poi \u00e8 una buona idea controllare meteo e opzioni di cancellazione, meglio darsi la possibilit\u00e0 di cambiare last-minute. E infine occorre prenotare anche i trasporti interni, non si sa mai che le macchine a noleggio finiscano\u2026<br \/>\nRagazzi, che fatica!<\/p>\n<p>A questo punto per\u00f2 mi pongo una semplice domanda: ma tutto \u00e8 veramente necessario?<br \/>\nE inoltre: quanto salutari sono le emozioni che mi suscita tutto questo processo?<\/p>\n<p>Cercando di rispondere a queste domande mi rendo conto che i messaggi che recepisco da Internet di certo ampliano la mia base informativa, ma altres\u00ec mi trasferiscono aspettative e pressioni. Siamo indotti a volere tutto e alle migliori condizioni possibili, senza renderci conto che non solo tutta questa pianificazione per risparmiare tempo, soldi e fatica non solo non \u00e8 edificante (non esiste un reale bisogno di risparmiare: tutte le risorse di cui abbiamo bisogno sono disponibili in abbondanza, il <em>poverty thinking<\/em> \u00e8 sempre un pensiero indotto) ma non necessariamente rende l\u2019esperienza di viaggio pi\u00f9 soddisfacente. Pianificare, inoltra, dirotta la nostra attenzione dal momento presente a quello futuro: a ben vedere si tratta di un\u2019evasione alla rincorsa di sogni e certezze, e in quanto tale andrebbe condotta al giusto momento e nella giusta misura.<\/p>\n<p>Risulta invece quanto mai necessario imparare a fidarsi, ovvero ad avere fede che l\u2019esperienza futura andr\u00e0 bene e ci offrir\u00e0 quello di cui abbiamo bisogno per crescere. Il mantenersi aperti e flessibili ci consentir\u00e0 di esperire gli avvenimenti della vita con pi\u00f9 senso di avventura e di improvvisazione, e comportarci in modo pi\u00f9 intelligente (<em>smart<\/em>) al momento in cui ci\u00f2 \u00e8 realmente necessario piuttosto che sulla base di scenari ipotetici. Per i prossimi viaggi mi prefiggo di consultare Internet pi\u00f9 in tempo reale che in anticipo: ha senso dedicare il pre-viaggio a letture e incontri che mi preparino culturalmente e spiritualmente al paese che andr\u00f2 a visitare, mentre la pianificazione di spostamenti e alloggi potr\u00e0 essere fatta per lo meno in parte in tempo reale sul posto (grazie a Booking e i vari siti), forti della conoscenza diretta di luoghi, condizioni e abitanti.<\/p>\n<p>In conclusione, mi \u00e8 ora ancora pi\u00f9 chiaro quanto importante sia prestare attenzione alla qualit\u00e0 degli input informativi con cui entriamo quotidianamente in contatto in questa nostra \u201csociet\u00e0 dell\u2019informazione\u201d. Oltre ad essere pi\u00f9 o meno veritiera e rispettosa, ogni informazione e comunicazione che ci arriva porta con s\u00e9 una visione del mondo che &#8211; senza necessariamente volerlo &#8211; veicola prescrizioni su quello che \u00e8 importante sapere e fare, inducendo stati emotivi da cui non necessariamente traiamo vantaggio. Ogni input richiede tempo e si sovrappone al momento presente: ha il potenziale di distrarci da ci\u00f2 che \u00e8 difronte a noi e che, per il nostro bene, necessita di essere vissuto fino in fondo.<\/p>\n<p>Quante volte controlliamo il GPS anche se conosciamo gi\u00e0 la strada o potremmo improvvisarla?<br \/>\nOggi pi\u00f9 che mai occorre riscoprire la nostra bussola interna, riuscendo a comprendere il modo migliore per utilizzare &#8211; e NON utilizzare &#8211; gli strumenti a nostra disposizione. Se la nostra vita comincer\u00e0 a semplificarsi, allora vorr\u00e0 dire che stiamo facendo un buon lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante cose potremmo evitare di fare? Questo voleva essere il titolo di questo mio articolo, ma poi, al momento di sceglierlo, mi sono chiesto se non valesse la pena inquadrarlo in modo pi\u00f9 ampio, facendo riferimento al concetto di semplicit\u00e0. Questa riflessione, infatti, ha a che vedere con l\u2019opportunit\u00e0 di semplificarci la vita.<\/p>\n<p>I recenti sviluppi \u201ciper-moderni\u201d della societ\u00e0 e dell\u2019economia hanno fatto s\u00ec che si siano moltiplicate le cose da fare e di cui tener conto. Pi\u00f9 informazioni, pi\u00f9 prodotti, pi\u00f9 opportunit\u00e0, pi\u00f9 attenzioni: negli ultimi anni il mondo artificiale si \u00e8 andato impetuosamente sviluppando nella direzione di variet\u00e0 e diversificazione. 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