{"id":3063,"date":"2019-07-22T11:22:59","date_gmt":"2019-07-22T11:22:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3063"},"modified":"2026-01-26T17:45:43","modified_gmt":"2026-01-26T16:45:43","slug":"reinventare-il-sistema-operativo-dei-mercati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2019\/07\/reinventare-il-sistema-operativo-dei-mercati\/","title":{"rendered":"Reinventare il sistema operativo dei mercati"},"content":{"rendered":"<p>Osservo lo sviluppo dei mercati digitali: da ormai molto tempo il trend \u00e8 quello di far migrare tutti i dati e le applicazioni degli utenti finali nel &#8220;Cloud&#8221;. Lo spazio fisico ed elettronico per mantenerli nei dispositivi locali preesisteva e nella maggior parte dei casi era sufficiente, ma si decide di costruire e spingere commercialmente una nuova infrastruttura centralizzata di server. Il Cloud consentir\u00e0 alle compagnie di software e telecomunicazioni di generare una nuova economia di stoccaggio, analisi, scambio e commercio dei dati generati dagli utenti (<em>big data<\/em>).<\/p>\n<p>Questa nuova frontiera del mondo digitale \u00e8 seducente e sorprendente, ma chi di noi mette a fuoco le potenziali ripercussioni ambientali non pu\u00f2 che rimanerne sconcertato. Quanto costa al pianeta questo nuovo mondo di bit, i quali per essere generati\/archiviati\/trasferiti consumano perlopi\u00f9 risorse inquinanti e non rinnovabili? Erigere e mantenere operativo un data center significa non solo farsi largo nel preesistente ambiente fisico, ma anche impiegare enormi quantit\u00e0 di plastica e di alluminio, oltre che titaniche quantit\u00e0 di energia elettrica per il funzionamento e raffreddamento delle macchine.<\/p>\n<p>Nell\u2019immaginario collettivo, nonostante tutto, il comparto digitale viene generalmente considerato pulito: raramente l\u2019utilizzatore finale si rende conto di quanto le proprie attivit\u00e0 informatiche lasciano un&#8217;impronta ambientale marcata. Al contrario: le tariffe di connettivit\u00e0\u00a0<em>flat <\/em>e la gratuit\u00e0 delle applicazioni ci hanno disabituati ad assegnare un costo alle azioni digitali, e finiamo per sovraccaricare l\u2019ambiente virtuale di comunicazioni e dati sulla cui reale necessit\u00e0 non ci interroghiamo pi\u00f9. Tale ambiente virtuale \u00e8 per\u00f2 anche fisico e fino a quando non sar\u00e0 ecologicamente neutro continuer\u00e0 a generare pressione e distruzione delle risorse di questo pianeta.<\/p>\n<p>Il punto principale di questo articolo, in realt\u00e0, vorrebbe essere ancora pi\u00f9 indiretto, relativamente al fatto che siamo difronte a un fenomeno per cui le nuove infrastrutture tecnologiche non sostituiscono le precedenti, ma si sovrappongono ad esse (<em>come visto sopra, questo traspare in modo evidente nel settore ICT, laddove per esempio lo spazio dati Cloud si somma allo spazio dati locale<\/em>). In un contesto di bassa regolamentazione, il modo pi\u00f9 facile che hanno i mercati di crescere \u00e8 quello di ripartire da zero, invece che dalla ristrutturazione o rinnovamento dell\u2019esistente. Cos\u00ec facendo i mercati generano sistematicamente spreco, come esemplificano quei molti sviluppi urbanistici che si innestano al posto di preziosi spazi naturali piuttosto che in sostituzione di vecchi quartieri in via di spopolamento. Come sostengono gli intellettuali del Club of Rome nel nuovo report &#8220;<em>Come on&#8221;<\/em> si ragiona ancora nell\u2019assunzione di avere a disposizione risorse infinite, e quindi potenzialmente sprecabili, piuttosto che risorse finite (l\u2019efficienza in questo caso diventerebbe imperativa, come d\u2019altronde avviene da sempre in Natura).<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 il sistema competitivo stesso ad ostacolare l\u2019efficienza dei mercati. Ogni azienda punta a vendere\/massimizzare\/crescere\/ sopravvivere, senza piena cognizione di come il sistema nel suo complesso risenta delle proprie azioni. Un esempio tra tutti, ancora una volta dal settore delle telecomunicazioni: le aziende che vendono cellulari non hanno molti incentivi ad educare i propri utenti ad un loro utilizzo moderato o alla corretta modalit\u00e0 di ricarica batterie. Al contrario, l&#8217;accresciuto utilizzo e usura vengono registrati come fatto positivo, e in molti casi si passa direttamente all&#8217;obsolescenza programmata per vendere i dispositivi sostitutivi. Se abbandonati ad un modus operandi in qualche modo \u201cprimitivo\u201d in cui il segno + \u00e8 generato dalle sole vendite, i mercati non potranno che continuare ad incentivare lo spreco piuttosto che l\u2019efficienza, in una crescita tumorale che sta letteralmente divorando il pianeta.<\/p>\n<p>In conclusione, credo sia necessario riscrivere il sistema operativo dei mercati. Occorre mettere un punto fermo sugli obiettivi comuni che intendiamo raggiungere &#8211; per esempio, la salvaguardia delle risorse naturali rimaste &#8211; per poi partire in un esercizio a ritroso di reinvenzione del modus operandi dei mercati. Le teorie e le ideologie accademiche ci tengono ancor\u00e0ti alla superficie del fenomeno, oltre che al passato: occorre imparare a guardare la realt\u00e0 per quella che essa \u00e8 per comprendere come affrontarla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservo lo sviluppo dei mercati digitali: da ormai molto tempo il trend \u00e8 quello di far migrare tutti i dati e le applicazioni degli utenti finali nel &#8220;Cloud&#8221;. Lo spazio fisico ed elettronico per mantenerli nei dispositivi locali preesisteva e nella maggior parte dei casi era sufficiente, ma si decide di costruire e spingere commercialmente una nuova infrastruttura centralizzata di server. 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