{"id":3095,"date":"2019-07-23T16:26:46","date_gmt":"2019-07-23T16:26:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3095"},"modified":"2026-01-26T17:45:33","modified_gmt":"2026-01-26T16:45:33","slug":"bisogni-sociali-vs-autoreferenzialita-dei-mercati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2019\/07\/bisogni-sociali-vs-autoreferenzialita-dei-mercati\/","title":{"rendered":"Bisogni sociali vs. autoreferenzialit\u00e0 dei mercati"},"content":{"rendered":"<p>Si allarga la cerchia di giocatori che partecipa alla chat organizzativa del nostro calcetto del mercoled\u00ec sera. Io stesso ho costituito il relativo gruppo Whatsapp, nell\u2019ormai lontano dicembre 2017: all\u2019inizio eravamo in 3, ora siamo in 7 ed ultimamente il traffico di messaggi \u00e8 vorticosamente aumentato. Sopraffatto dalle continue interruzioni sul telefonino, ieri sera ho proposto agli amici di \u201cdarci una regolata\u201d.<\/p>\n<p>Ho cercato a lungo, ma non sono ancora riuscito a trovare il modo per selezionare quali gruppi Whatsapp abilitare per le notifiche immediate: tutti i gruppi continuano a segnalare in tempo reale l\u2019arrivo di nuovi messaggi, anche quando posti in modalit\u00e0 \u201csilenzioso\u201d. Di certo desidero un avvertimento a schermo dalle chat di coordinamento famigliare e lavorativo, ma non mi posso permettere di essere distratto in continuazione da discussioni che, per quanto piacevoli e affettuose, non sono urgenti e possono attendere un momento pi\u00f9 opportuno. La mia proposta agli amici del calcetto \u00e8 stata questa: perch\u00e9 non ci limitiamo a usare la chat nelle sole giornate del luned\u00ec e mercoled\u00ec quando \u00e8 pi\u00f9 forte l\u2019esigenza di coordinarci? Perch\u00e9 non ci accordiamo su quale principale finalit\u00e0 dare alla chat, se solo di coordinamento o anche di interlocuzione ludica?<\/p>\n<p>Questo evento non solo mi d\u00e0 una nuova opportunit\u00e0 di riflettere sul potere seduttivo dei social media, ma mi offre l\u2019occasione di ragionare sul tipo di innovazione da loro promossa.<br \/>\nSul primo fronte, mi chiedo quanto ben spese siano le energie che tutti noi profondiamo quotidianamente nelle comunicazioni digitali: per quanto ricevere molti messaggi ci possa far sentire ben voluti e contribuisca a generare una discreta dose di adrenalina, la mia impressione \u00e8 che gli scambi estemporanei sul piccolo schermo abbiano anche la potenzialit\u00e0 di \u201cannacquare\u201d le relazioni da cui sono generati. Da una parte non sempre si presta la dovuta attenzione al che cosa si comunica e perch\u00e8; dall\u2019altra si propone cos\u00ec tanto di s\u00e9 stessi da privare di magia i futuri incontri di persona.<br \/>\nMi chiedo inoltre in che misura il ricorso massivo ai social media possa essere sintomo di una percepita solitudine, paradossalmente alimentata da quella stessa prolungata permanenza della nostra attenzione dentro lo schermo del cellulare\/computer piuttosto che nel mondo fisico e umano che ci circonda (e di cui beneficia maggiormente chi ha piena presenza mentale).<\/p>\n<p>Il secondo fronte \u00e8 quello che pi\u00f9 mi interessa nel contesto di questo articolo e riguarda l\u2019economia.<br \/>\nMi chiedo infatti per quale motivo Whatsapp non offra la possibilit\u00e0 ai propri utenti di gestire con pi\u00f9 raziocinio e sofisticazione la generazione e ricezione dei messaggi. Perch\u00e9 Facebook &amp; Co. non innovano i loro servizi in modo tale da permetterne un utilizzo pi\u00f9 evoluto? Perch\u00e9 le nuove forme di dipendenza e malattia sociale alimentate dai social media non hanno ancora spronato i costruttori di queste stesse tecnologie ad intervenire?<\/p>\n<p>La risposta che mi do \u00e8 in qualche modo sconcertante non solo nella sua banalit\u00e0 ma anche nella sua consequenzialit\u00e0: l\u2019innovazione che le aziende della Silicon Valley mettono in atto \u00e8 finalizzata a far crescere il traffico sulle loro piattaforme, piuttosto che a renderle pi\u00f9 evolute. Queste aziende private governate da logiche finanziarie non hanno alcun incentivo a promuovere un utilizzo pi\u00f9 limitato e pi\u00f9<em> smart<\/em> dei propri servizi, anche se si tratta di questi servizi di pubblica utilit\u00e0. Quest\u2019ultima ai loro occhi si misura dai ritorni generati in borsa, e se questi sono principalmente determinati dalla quantit\u00e0 di fatturato e di profitto, tutto il lavoro e l\u2019innovazione saranno ad essi orientati. Laddove la responsabilit\u00e0 sociale di un\u2019azienda quotata equivale a una decrescita o moderazione dei propri servizi, tale responsabilit\u00e0 non viene nemmeno concepita.<\/p>\n<p>Se tutto questo \u00e8 vero per il comparto tecnologico, non pu\u00f2 esserlo che anche per gli altri settori economici: non credo sia esagerato concludere che &#8211; per come sono strutturati oggi &#8211; i mercati innovano pi\u00f9 per s\u00e9 stessi che per le proprie utenze. E\u2019 infatti ben pi\u00f9 forte l\u2019incentivo a creare dipendenza dai propri prodotti e servizi, piuttosto che emancipazione. Posto che si sappia cosa questo pu\u00f2 volere dire, rendere i propri consumatori pi\u00f9 consapevoli ed evoluti potrebbe generare una decrescita degli introiti da essi generati. Il ridimensionamento di una tipologia di prodotto e di un\u2019intera azienda potrebbe essere un evento socialmente utile se non necessario, ma l\u2019auto-referenzialit\u00e0 dei mercati lavora sistematicamente alla loro conservazione. A ben vedere, cos\u00ec come l\u2019industria automobilistica previene lo sviluppo di innovazioni contrarie all\u2019automobile, l\u2019industria farmaceutica previene lo sviluppo di innovazioni contrarie ai medicinali, e cos\u00ec accade in diversi gradi in tutti gli altri settori quando il loro sviluppo viene lasciato a s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>In conclusione, credo occorra prestare molta attenzione a tutto quello che ci viene proposto come innovativo, avanzato e<em> smart<\/em><em>: s<\/em>iamo proprio sicuri che l\u2019attuale coda lunga del modello capitalista consenta all\u2019umanit\u00e0 di esprimere il proprio migliore potenziale creativo?<br \/>\nLe tecnologie e i servizi che abbiamo generato nelle ultime decadi sono di certo sorprendenti ed \u201ceccitanti\u201d, ma la prossima rivoluzione industriale dovr\u00e0 necessariamente votata all\u2019utilit\u00e0 e all\u2019evoluzione. Guadagnando consapevolezza di quanto si possa ancora fare, riguadagneremo anche molta speranza!<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Appendice: c\u2019\u00e8 qualcosa di intrinsecamente sbagliato nell\u2019istituzione del mercato?<\/span><\/p>\n<p>Cosa sono all\u2019atto pratico i mercati? Sono dei contesti sociali in cui lo scambio di beni e servizi, tra persone e organizzazioni di persone, \u00e8 libero. Lo scambio \u00e8 una forma di supporto reciproco ed \u00e8 alla base di qualsiasi tipologia di societ\u00e0. E\u2019 emanazione di quell\u2019Amore, verso noi stessi e verso gli altri, di cui noi esseri umani e tutti gli esseri viventi siamo fondamentalmente costituiti.<br \/>\nDa questa prospettiva, quello che fa la differenza in uno scambio \u00e8 lo spirito con cui esso viene intrapreso: laddove prevale la vendita (intesa come forzatura di ci\u00f2 che si percepisce come vantaggio personale, anche a discapito della \u201ccontroparte\u201d) sul servizio a completo vantaggio e nel completo interesse dell\u2019altro, allora si generano squilibri.<br \/>\nIn uno scambio di baratto le cose erano pi\u00f9 semplici: io faccio del mio meglio per te, tu fai del tuo meglio per me. Con l\u2019introduzione dell\u2019intermediazione del denaro, il rapporto di scambio si complica: il fare del proprio meglio per qualcun\u2019altro viene in qualche modo \u201cdistratto\u201d dal pensiero della quantit\u00e0 di denaro da associare al servizio. Il denaro introduce il ragionamento quantitativo e comparativo, e con esso una mentalit\u00e0 maggiormente orientata a soppesare costi e benefici.<br \/>\nAlla luce di queste premesse, non credo che la pratica e l\u2019istituzione del mercato vada ripudiata o rinnegata in quanto potenzialmente problematica: al contrario, merita forse di essere riportata alla sua forma pi\u00f9 autentica, creando nuove condizioni per cui gli attori agiscono ispirati e mossi da uno spirito di puro servizio e attenzione verso i bisogni dei propri interlocutori.<\/p>\n<p>Immagine: UPPERCUT IMAGES VIA GETTY IMAGES<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si allarga la cerchia di giocatori che partecipa alla chat organizzativa del nostro calcetto del mercoled\u00ec sera. Io stesso ho costituito il relativo gruppo Whatsapp, nell\u2019ormai lontano dicembre 2017: all\u2019inizio eravamo in 3, ora siamo in 7 ed ultimamente il traffico di messaggi \u00e8 vorticosamente aumentato. 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