{"id":3176,"date":"2019-09-16T13:01:59","date_gmt":"2019-09-16T13:01:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3176"},"modified":"2026-01-26T17:42:23","modified_gmt":"2026-01-26T16:42:23","slug":"ripartire-dal-denaro-per-cambiare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2019\/09\/ripartire-dal-denaro-per-cambiare-il-mondo\/","title":{"rendered":"Ripartire dal denaro per cambiare il mondo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">La rivoluzione della sostenibilit\u00e0 (post 23)<br \/>\n<\/span><br \/>\nSe avessi l\u2019opportunit\u00e0 di riscrivere la scienza economica lo farei a partire da un concetto tanto fondamentale quanto semplice: il denaro. Che il contenitore sia il mercato o lo stato, che l\u2019accordo sia una propriet\u00e0 privata o una propriet\u00e0 pubblica, a livello fondamentale sono i soldi che muovono il mondo, e chi muove i soldi ha quindi il potere di farlo.<\/p>\n<p>Centrare lo studio dell\u2019economia sui soldi significa porterebbe a formulare domande che non necessariamente vengono poste, perlomeno in modo ampio e diretto, all\u2019interno dell\u2019impianto scientifico attuale. Due di queste mi stanno particolarmente a cuore e recitano cos\u00ec:<\/p>\n<p>&#8211; per che cosa vengono pagate le persone e perch\u00e9?<br \/>\n&#8211; come interferisce la disponibilit\u00e0 di soldi sul potenziale auto-realizzativo delle persone?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 pi\u00f9 ramificata e gravida di implicazioni di quanto potrebbe a prima vista apparire. Focalizzandosi sulla prima questione, si potrebbe rispondere che le persone vengono pagate per lavorare, intendendo con lavoro una qualche attivit\u00e0 produttiva che genera un output per un qualcuno che non \u00e8 s\u00e9 stessi. La societ\u00e0 attuale retribuisce quindi la produzione, con la conseguenza che tutti cercano di essere produttivi, anche a scapito del prendersi cura di s\u00e9 stessi e della propria famiglia.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di (auto-)cura non vengono retribuite, pur producendo output concreti e socialmente utili per s\u00e9 stessi e per gli altri. L\u2019assegnare valore sociale alla produzione e non farlo nei confronti della cura ha prodotto una societ\u00e0 fortemente sbilanciata, in cui paradossalmente ci si sente in deficit o in colpa quando non si produce &#8211; anche se ci\u00f2 che produciamo risulta ridondante e foriero di danni collaterali alle altre persone e all\u2019ambiente &#8211; piuttosto che di quando non ci si prende cura di s\u00e9 stessi e degli altri.<\/p>\n<p>Occorre rendersi pi\u00f9 pienamente conto del potere magico-trasformativo dei soldi. Sia a livello simbolico che pratico essi rappresentano il pi\u00f9 straordinario strumento a nostra disposizione per orientare le azioni umane: cos\u00ec come un\u2019attivit\u00e0 retribuita tende a crescere, un\u2019attivit\u00e0 non retribuita tende ad andare scemando (almeno che non si cominci ad attingere ad altri fonti motivazionali, che possono per\u00f2 permettersi solo coloro che nutrono sicurezza rispetto alla propria disponibilit\u00e0 di denaro).<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 vero diventa urgente chiedersi: che cosa ci impedisce di cominciare a retribuire la cura di noi stessi, degli altri e del pianeta, smettendo di retribuire le forme di produzione distruttive di noi stessi, degli altri e del pianeta? Mai come ora possiamo permettercelo, vista la quantit\u00e0 inimmaginabile e in perpetua crescita di denaro a disposizione nel mondo. Di fatto, alcune aziende cominciano gi\u00e0 a farlo, concedendo ai collaboratori &#8211; all\u2019interno dell\u2019orario di lavoro retribuito &#8211; di fare sport all\u2019interno o all\u2019esterno delle strutture aziendali, di connettersi da casa dove hanno la possibilit\u00e0 di prendersi cura dei propri figli, di dedicarsi ad attivit\u00e0 di volontariato sociale o ambientale promosse dall\u2019azienda stessa, fino in alcuni casi a concedere un periodo sabbatico retribuito.<\/p>\n<p>A ben vedere si tratta di una svolta epocale: le imprese cominciano a retribuire anche la cura, non pi\u00f9 solo la produzione, trasformando magicamente quello che prima era vissuto come \u201cperdita di tempo, di cui vergognarsi\u201d in \u201ctempo ben speso, di cui essere fieri\u201d: io <strong>merito<\/strong> di essere pagato per prendermi una lunga pausa pranzo in cui pratico yoga o nuoto, la mia azione \u00e8 lodevole, di grande beneficio personale, aziendale e sociale. Se sto meglio io, stanno meglio tutti. Se stiamo meglio tutti, star\u00e0 meglio anche il mondo.<br \/>\nI risultati, in molti casi gi\u00e0 monitorati scientificamente, non potranno che confermare quello che il buon senso ci fa gi\u00e0 intuire: rimanendo nei confini della giusta misura, un migliore bilanciamento tra attivit\u00e0 produttive e attivit\u00e0 di cura non pu\u00f2 che far bene ad entrambe.<\/p>\n<p>Quando riusciremo a superare i nostri pregiudizi, ci renderemo pienamente conto di quanto il denaro pu\u00f2 fare per migliorare la nostra societ\u00e0. La vita famigliare \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile da portare avanti con le giuste attenzioni e stato d\u2019animo, con importanti ripercussioni negative sui figli e sulla tenuta stessa della coppia? Cominciamo a retribuire il lavoro famigliare e plausibilmente vedremo presto cambiare il corso delle cose. Non c\u2019\u00e8 lavoro retribuito per tutti? Cominciamo a retribuire le iniziative di auto-formazione e auto-cura messe in atto da chi \u00e8 temporaneamente inoccupato, e vedremo aumentare e diversificarsi sia i flussi in entrata nel mercato del lavoro, sia i flussi in uscita (da parte di chi sente il bisogno abbandonare il proprio posto di lavoro e pu\u00f2 ora finalmente permetterselo).<\/p>\n<p>Se i flussi di denaro restano legati alle sole attivit\u00e0 produttive, l\u2019intera societ\u00e0 \u00e8 condannata a vivere sotto ricatto. Nessuno \u00e8 infatti libero di perseguire quello che ritiene essere pi\u00f9 giusto per s\u00e9 stesso, per gli altri e per il mondo, perch\u00e9 dipende dal proprio datore di lavoro &#8211; o dalla propria partiva IVA &#8211; per la propria sopravvivenza e per la propria dignit\u00e0. Allorquando decretiamo che solo una parte del nostro tempo e del nostro stare al mondo pu\u00f2 generare soldi, valore e autostima, andiamo a privare le persone del proprio valore intrinseco e del proprio potere: esse infatti subiranno il potere di chi li paga.\u00a0Affinch\u00e8 le persone &#8211; e quindi anche quello che da loro dipende &#8211; possano realmente fiorire, il denaro non deve essere un problema. Era cos\u00ec nelle societ\u00e0 primitive, mi auguro possa ritornare cos\u00ec nelle societ\u00e0 pi\u00f9 autenticamente evolute.<\/p>\n<p>Immagine: ISTOCK<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se avessi l\u2019opportunit\u00e0 di riscrivere la scienza economica lo farei a partire da un concetto tanto fondamentale quanto semplice: il denaro. 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