{"id":3210,"date":"2019-10-10T10:11:57","date_gmt":"2019-10-10T10:11:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3210"},"modified":"2026-01-26T17:36:18","modified_gmt":"2026-01-26T16:36:18","slug":"nuove-istituzioni-per-un-nuovo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2019\/10\/nuove-istituzioni-per-un-nuovo-mondo\/","title":{"rendered":"Nuove istituzioni per un nuovo mondo"},"content":{"rendered":"<p>Di questi tempi sembra che non si parli altro che di crisi climatica. Per fortuna, dopo tanto tempo, questo tema \u00e8 arrivato in cima all\u2019agenda mediatica globale, e in molti paesi sta diventando una priorit\u00e0. Il tema \u00e8 talmente ampio e omnipervasivo da offrire al mondo l\u2019occasione perfetta per rivisitare gli assunti che governano lo sviluppo e la convivenza umana su questa terra.<\/p>\n<p>Il primo e indispensabile passo da compiere \u00e8 a mio avviso quello di comprendere il perch\u00e8 la questione ambientale, dopo decenni di consapevolezze e denunce, non sia stata ancora pienamente affrontata e continui a non esserlo. Che cosa non ha funzionato e perch\u00e9? Che cosa \u00e8 mancato?<\/p>\n<p>Cercare una risposta equivale al mettere in discussione non solo la filosofia predominante del mondo liberale moderno, ma anche e soprattutto le principali macro-istituzioni in cui essa trova applicazione, ovvero: (1) stato sovrano, (2) democrazia, (3) libero mercato, (4) libera stampa. Per quanto benefici questi istituti siano stati &#8211; e da molti punti di vista tuttora siano &#8211; il doloroso stato attuale del mondo naturale ci mette forzosamente difronte all\u2019eventualit\u00e0 di doverli perlomeno perfezionare, se non correggere vigorosamente o sostituire con qualcosa di completamente nuovo. E\u2019 infatti dentro la cornice di queste istituzioni che si \u00e8 creato uno <strong>spazio d\u2019azione umana <\/strong>i cui risultati sono dannosi per l\u2019ambiente e quindi anche per gli esseri umani.<\/p>\n<p>Ogni istituzione si regge su un\u2019idea fondante, che a sua volta poggia su assiomi per lo pi\u00f9 impliciti. Un&#8217;analisi attenta di questi ultimi rivela un loro risvolto complicato:<\/p>\n<p>(1) l\u2019idea-istituzione dello stato sovrano postula che gli interessi degli abitanti di un certo territorio non necessariamente coincidano con quelli del resto del mondo, ma possano piuttosto entrarne in conflitto.<br \/>\nRifletto:<em> se si istituzionalizza l\u2019idea che gli interessi possano non coincidere, perch\u00e9 mai gli stati nazionali dovrebbero perseguire quelli del mondo intero piuttosto che quelli percepiti come solo propri?<\/em><\/p>\n<p>(2) l\u2019idea-istituzione della democrazia postula che i processi decisionali che coinvolgono tutte le parti in causa producano output superiori rispetto ai processi decisionali delegati a un gruppo ristretto.<br \/>\nRifletto: <em>siamo veramente sicuri che processi massimamente partecipati <em>producano decisioni sempre migliori rispetto a processi a partecipazione pi\u00f9 selezionata? All<\/em>o stato di maturit\u00e0 politica attuale e in assenza di finalit\u00e0 comune, i processi decisionali collettivi comportano in molti casi tempi molto lunghi, conflitti di interesse, conflitti di opinione non adeguatamente informata, negoziazioni al ribasso.<\/em><\/p>\n<p>&#8211; l\u2019idea-istituzione del libero mercato postula che gli scambi economici debbano essere quanto pi\u00f9 possibile lasciati liberi di accadere, indipendentemente dalla forma o dai modi in cui essi si manifestano.<br \/>\nRifletto: <em>anche considerato il modus operandi competitivo all&#8217;interno dei mercati, perch\u00e9 mai questa libert\u00e0 totale non dovrebbe tradursi in libert\u00e0 di anteporre i propri interessi percepiti a quelli effettivi del mondo intero? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; l\u2019idea-istituzione della libera stampa postula che la completa libert\u00e0 di parola e comunicazione sia intrinsecamente migliore al contenimento di parola e comunicazione.<br \/>\nRifletto: <em>se \u00e8 vero che quello che si dice e si mostra pubblicamente ha effetti sulla psiche delle persone e di conseguenza sulla realt\u00e0 dei fatti del mondo, non dovremmo cercare di contenere le comunicazioni distruttive\/negative e al contempo favorire quelle costruttive\/positive?<\/em><\/p>\n<p>Tutto per\u00f2 ha la sua ragione d\u2019essere e, facendo un passo indietro, occorre a mio avviso comprendere quando e perch\u00e9 le istituzioni in questione abbiano preso forma e vita. A valle delle due guerre mondiali, per esempio, la priorit\u00e0 era quella di superare i fascismi e le contenenere spinte sociali distruttive. La cornice offerta dalle istituzioni moderne\/modernizzate ha consentito di incanalare le energie umane in una direzione pi\u00f9 costruttiva, cambiando la natura di quelle identit\u00e0 collettive e arene competitive che tutt\u2019ora consentono agli esseri umani e alle loro societ\u00e0 di applicarsi agli affari del mondo. La rabbia viene diretta verso altri fini che non siano la guerra; i personalismi, i risentimenti e le paure vengono contenuti in un modo nuovo dentro le nuove istituzioni.<\/p>\n<p>Quando per\u00f2 i percepiti interessi individuali non coincidono con i reali interessi collettivi &#8211; <em>quando cio\u00e8, mettendo in gioco rabbia e paura, si percepisce una situazione win-lose, piuttosto che win-win &#8211;<\/em> i danni collaterali prima o poi si manifestano. Per quanto bene si possa attuare una configurazione di stati nazione, retti da democrazie e garanti di libero mercato e libera stampa (penso in questo momento ai paesi scandinavi), tale sistema produrr\u00e0 comunque delle conseguenza non volute\u00a0impattanti il mondo intero. Per definizione, infatti, il macro ecosistema natural-sociale all\u2019interno del quale operiamo (qualcuno lo chiamerebbe \u201cGaia\u201d) non \u00e8 altro che un solo corpo, che non prevede se non in presenza di malattia che:<\/p>\n<p>&#8211; gli interessi di un proprio organo possano entrare in conflitto con quelli degli altri.<br \/>\nMi chiedo:<em> l\u2019idea di stato-nazione \u00e8 assente in natura?<\/em><br \/>\n&#8211; i processi decisionali ultimi possano essere presi attraverso ripetute consultazioni tra tutti gli organi, invece che da un organo ad essi dedicato.<br \/>\nMi chiedo: <em>l\u2019idea di democrazia \u00e8 assente in natura?<\/em><br \/>\n&#8211; gli scambi tra i differenti organi siano lasciati liberi di accadere in qualsiasi forma e modo.<br \/>\nMi chiedo: <em>l\u2019idea di libero mercato \u00e8 assente in natura?<\/em><br \/>\n&#8211; la comunicazione tra gli organi possa essere di qualsiasi tipo<br \/>\nMi chiedo:<em> l\u2019idea di libera comunicazione \u00e8 assente in natura?<\/em><\/p>\n<p>Occorre quindi forse prendere a riferimento un nuovo modello &#8211; e io propongo che sia quello naturale &#8211; per comprendere come le macro-istituzioni dell&#8217;era moderna possano essere perfezionate o reimmaginate. Per quanto possiamo essere\u00a0giustamente innamorati del senso di identit\u00e0, partecipazione e libert\u00e0 che ci consegna il nostro sistema di\u00a0stati + democrazie + liberi mercati + libere comunicazioni, \u00e8 forse poco realistico pensare che esso rappresenti la soluzione ottimale per risolvere l&#8217;attuale crisi climatica, ovvero climatico-umana-sociale-economica, globale.<br \/>\nIl mondo \u00e8 uno solo, e al momento necessita di una risposta rapida e compatta: \u00e9 forse arrivato il momento opportuno per immaginare nuove idee-istituzioni globali rette su un rinnovato senso di fiducia e di delega. Una testa-cuore del mondo che possa tirare fuori il meglio degli esseri umani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questi tempi sembra che non si parli altro che di crisi climatica. Per fortuna, dopo tanto tempo, questo tema \u00e8 arrivato in cima all\u2019agenda mediatica globale, e in molti paesi sta diventando una priorit\u00e0. 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