{"id":324,"date":"2009-01-22T19:03:19","date_gmt":"2009-01-22T19:03:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=324"},"modified":"2026-01-26T17:56:43","modified_gmt":"2026-01-26T16:56:43","slug":"umanisti-contro-tecnici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2009\/01\/umanisti-contro-tecnici\/","title":{"rendered":"Umanisti contro tecnici"},"content":{"rendered":"<div>5 anni fa, iniziando un dottorato PhD in economia applicata, ho deciso di saltare a bordo della carovana rivale dei \u201ctecnici\u201d. Dopo  gli studi e i primi progetti di ricerca nelle discipline della  comunicazione, mi sembrava di non riuscire piu&#8217; a sopportare i lati che  consideravo negativi degli umanististi: inclinazione alle  generalizzazioni, difficolta&#8217; a vedere i dettagli, testa sulle nuvole&#8230;<\/div>\n<div>Lasciando  una culla dell\u2019umanesimo, l\u2019Italia, ho iniziato a gravitare verso le  piu\u2019 \u201cempiriche\u201d terre dell\u2019Olanda e degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Sentivo che  la mia formazione \u201cqualitativa\u201d, fondata sulla narrazione, andava  completata con quella \u201cquantitativa\u201d, fondata sull\u2019osservazione dei  fatti. Basta parlare di punti di vista ma di piuttosto di assunzioni.  Stop all\u2019estetica e alla ricercatezza nel linguaggio, via libera alla  precisione e all&#8217;univocita&#8217; dei significati. Basta occuparsi del  \u201crapporto tra l\u2019utilizzo di tecnologie mobili e sostenibilita\u2019  ambientale\u201d, ma piuttosto il tema del PhD diventa \u201cmisurazione  dell\u2019impatto dell\u2019uso di telefoni cellulari e laptop sul comportamento  umano di mobilita\u2019\u201d. Imparo quello di cui sono alla ricerca, con soddisfazione.<\/p>\n<\/div>\n<div>I  colleghi si occupano in modo eccellente di sviluppo di tecnologia.  Attraverso di loro scopro che un fine ultimo dell\u2019ingegnere e del  tecnico e\u2019 quello di fare succedere le cose, &#8220;make things happen&#8221; come  dicono negli Usa. Fondamentale e&#8217; il &#8220;workflow&#8221;, inperniato su un  ragionamento lineare e incrementale: da A passo a B, da B passo a C, da C  arrivo al risultato.<br \/>\nNon c\u2019e\u2019 bisogno di porsi domande, se questo e\u2019  il modo in cui le cose funzionano: il perche\u2019 e\u2019 sotteso nella catena  degli eventi. A volte ho l&#8217;impressione che se a un tecnico chiedessi  \u201cperche\u2019 tutto questo succede?\u201d potrebbe rispondermi \u201cperche\u2019 e\u2019 cosi\u2019\u201d.<\/div>\n<div>Se  A e\u2019 necessario quanto B e C per raggiungere il risultato, se tutto e\u2019  importante allo stesso modo, non esiste essenziale e superfluo e  potrebbe essere difficile darsi delle priorita&#8217;. Paradossalmente,  potrebbe contare di piu\u2019 arrivare da qualche parte nel modo giusto,  piuttosto che arrivare nel posto giusto ma con il metodo sbagliato. Il  metodo e&#8217; piu&#8217; importante del fine.<\/div>\n<div>Il  portato di questa conclusione, per quanto essa sia necessariamente  parziale e semplicistica, potrebbe avere vaste implicazioni per come  gira il mondo industrializzato di oggi.<\/p>\n<p>Quello che mi sembra manchi a  molti tecnici rispetto agli umanisti, e\u2019 l&#8217;abitudine a chiedersi il  perche\u2019 si faccia quello che si fa e dove si voglia veramente arrivare, a  volte non distinguendo l\u2019essenza dal dettaglio e finanche il bene dal  male. Se gli umanisti si chiedono &#8220;quale societa&#8217;  vogliamo costruire?&#8221;, i tecnici sposano la stessa filosofia che ci  propone la Nike: &#8220;Just do it!&#8221; (semplicemente, costruiscila!). Per molti tecnocrati e economisti che governano il mondo, va sempre bene cosi\u2019. Probabilmente,  invece di chiedersi se fosse giusto o sbagliato quello che facevano,  molti finanzieri artefici della recente bolla speculativa si  crogiolavano dei propri metodi sempre piu&#8217; avanzati di ingegneria  finanziaria. I soldi che arrivavano non facevano altro che confermarne  la bonta&#8217;, piuttosto che sollevare dubbi morali.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In ogni caso, quello che credo sia certo e&#8217; che al mondo servono sia gli umanisti che i tecnici.<br \/>\nSenza  i giusti fini prendiamo la strada sbagliata, ma senza il giusto metodo  facciamo ben pochi passi. Una ragione in piu&#8217; per considerare  fondamentale l&#8217;interdisciplinarieta&#8217;, che pero&#8217; dovrebbe essere prima di  tutto interdisciplinarieta&#8217; personale, relativa alla formazione di una  stessa persona. Potrebbe non bastare mettere insieme persone di  discipline diverse, per il rischio che gli umanisti si alleino con gli  umanisti e i tecnici con i tecnici.<\/div>\n<p>Speriamo che nel futuro agli umanisti e ai tecnici si affianchi anche chi li possa far comunicare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5 anni fa, iniziando un dottorato PhD in economia applicata, ho deciso di saltare a bordo della carovana rivale dei \u201ctecnici\u201d.<br \/>\nDopo gli studi e i primi progetti di ricerca nelle discipline della comunicazione, mi sembrava di non riuscire piu&#8217; a sopportare i lati che consideravo negativi degli umanististi: inclinazione alle generalizzazioni, difficolta&#8217; a vedere i dettagli, testa sulle nuvole&#8230;<br \/>\nLasciando una culla dell\u2019umanesimo, l\u2019Italia, ho iniziato a gravitare verso le piu\u2019 \u201cempiriche\u201d terre dell\u2019Olanda e degli Stati Uniti.<br \/>\nSentivo che la mia formazione \u201cqualitativa\u201d, fondata sulla narrazione, andava completata con quella \u201cquantitativa\u201d, fondata sull\u2019osservazione dei fatti. Basta parlare di punti di vista ma di piuttosto di assunzioni. Stop all\u2019estetica e alla ricercatezza nel linguaggio, via libera alla precisione e all&#8217;univocita&#8217; dei significati. Basta occuparsi del \u201crapporto tra l\u2019utilizzo di tecnologie mobili e sostenibilita\u2019 ambientale\u201d, ma piuttosto il tema del PhD diventa \u201cmisurazione dell\u2019impatto dell\u2019uso di telefoni cellulari e laptop sul comportamento umano di mobilita\u2019\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":325,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza-e-interdisciplinarieta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=324"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4390,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/324\/revisions\/4390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}