{"id":3476,"date":"2020-05-04T12:23:26","date_gmt":"2020-05-04T12:23:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3476"},"modified":"2026-01-26T17:36:15","modified_gmt":"2026-01-26T16:36:15","slug":"primavera-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2020\/05\/primavera-2020\/","title":{"rendered":"Primavera 2020"},"content":{"rendered":"<p>Inforco la bicicletta e dopo quasi due mesi valico il confine che separa il mio quartiere dal centro di Padova. E\u2019 il pomeriggio del 2 Maggio, il sole splende e l\u2019aria \u00e8 frizzante. In un battibaleno scivolo tra le strette vie fino alla Piazza del Santo e quindi a Prato della Valle.<\/p>\n<p>Mi fermo e catturo in un solo sguardo tutta la bellezza che mi circonda: mi lascio sopraffare dalla gioia palpabile di tanta gente che, quasi incredula come me, si riappropria di questo meraviglioso spazio dopo tanto tempo. Tutti si muovono, tutti si esprimono: biciclette da passeggio, bici da corsa che sfrecciano, famiglie con il passeggino, ragazzi con lo skateboard; chi in coda per un gelato, chi si dirige verso l\u2019ombra di un albero, chi preferisce ammirare una delle tante statue. Tutti con la mascherina, tutti attenti alle distanze, tutti visibilmente pieni di voglia di assaporare ogni istante di quell\u2019improvviso sprazzo di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Volto la bici, un po\u2019 a malincuore, per fare calmo ritorno verso la mia zona. Rivalico il confine in entrata attraversando la circonvallazione interna, riabituandomi lentamente agli edifici pi\u00f9 moderni e alle vie alberate che per cos\u00ec tanto tempo sono stati l\u2019unica estensione di me.<br \/>\nRientro quindi a casa, in quello che nel frattempo \u00e8 diventato il micro-mondo del mio palazzo. Mi appare cos\u00ec: anziano, imponente, in dialogo costante con gli edifici circostanti, cinto da ampie strisce di giardino i cui alberi conosco ormai per nome proprio. La prospettiva torna piano a piano a restringersi, restituendomi un focus aumentato sugli spazi e sui tempi della quarantena: il cortile intorno al quale corro, quasi tutti i giorni; il meraviglioso pompelmo e il profumatissimo glicine, sotto ai quali mi sono rifugio a lavorare il pomeriggio; le piante vigorose e fiorite, che ormai non riesco pi\u00f9 a fare a meno di bagnare la sera; le nostre automobili ferme da tempo, percepite con un inaspettato senso di sollievo perch\u00e9 non dobbiamo usarle; l\u2019appartamento, la nostro grande e bellissimo appartamento all\u2019ultimo piano ora liberato da tanti oggetti non necessari; la terrazza, risistemata con cura e apprezzata in ogni momento della giornata (ora ospita pure delle piantine di pomodoro!)<\/p>\n<p>Sono stati due mesi difficili per tutti e di grandi sofferenze per molti, e stiamo tuttora imparando a convivere con una situazione di incertezza. Da parte mia, sono determinato a far s\u00ec che il loro lascito sia positivo e migliorativo. Mi rendo anzitutto conto che la quarantena mi ha portato a scoprire un modo di vivere pi\u00f9 radicato, per cos\u00ec dire: nella sua forzata ristrettezza, sono infatti costretto a riporre un\u2019attenzione maggiore e migliore verso ci\u00f2 che immediatamente mi circonda.<br \/>\n\u201cPuoi andare dove vuoi\u201d, sembra che mi dica, \u201cma non trascurare casa tua\u201d. A ben vedere, non posso che darle ragione: quante cose da sistemare, quante dinamiche in sospeso, quanto appesantimento di cui liberarsi, quanta cura in pi\u00f9 da offrire!<br \/>\nPer uno come me, sempre in giro per il mondo con il corpo e con la testa, niente se non una pausa forzata avrebbe consentito questo.<br \/>\nMi piace pensare alla quarantena come un ramadan, per me stesso e per il mondo, un periodo di purificazione indispensabile per poi ripartire pi\u00f9 forti, pi\u00f9 saldi, pi\u00f9 chiari sul futuro che vogliamo.<br \/>\nE\u2019 con soddisfazione, quindi, che vi presento qui di seguito i capitoli della mia storia:<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo 1: Casa<\/span><br \/>\nLa prima cosa che ti viene in mente, dovendo rimanere inaspettatamente e continuativamente a casa, \u00e8 cominciare a sistemare. Accompagnati da un po\u2019 di buona musica o da qualche contenuto su Internet, lo facciamo un po\u2019 alla volta, stanza per stanza, angolo per angolo. Provo sollievo nel riempire tanti scatoloni di oggetti ormai superflui. Provo stupore nel rimaneggiare vecchie fotografie, nell\u2019ascoltare vecchi CD con musiche dai nostri viaggi, nel riaprire libri importanti che mi ero dimenticato di avere. Provo benessere nel liberare e ottimizzare tanti spazi: la casa sembra pi\u00f9 grande, ci fa respirare di pi\u00f9.<br \/>\nQuanta vita, quanta ricchezza, quante cose successe in questi anni!<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo 2: Relazioni famigliari <\/span><br \/>\nUna bella sfida quella di vivere pressoch\u00e9 continuativamente tutti e quattro insieme, in cento metri quadrati. Si riducono gli spazi e i tempi dedicati al confort personale; si fondono i tempi del lavoro con quelli del riposo; si riconfigurano le attivit\u00e0 giornaliere da fare insieme o da soli. La vicinanza sembra fungere da acceleratore di dinamiche relazionali latenti su cui c\u2019\u00e8 richiesta un\u2019ulteriore crescita, questioni non sempre facili e ancora irrisolte. Pi\u00f9 caos e pi\u00f9 litigi non necessariamente portano chiarezza, ma qualcosa si \u00e8 messo in moto dentro di noi e, come per magia, si cominciano ad intravvedere inediti spiragli di maturazione. Riscopriamo nuovi semplici modi di stare tutti insieme di maniera intima, come il film di famiglia la sera; impariamo a prestare pi\u00f9 attenzione verso le diverse istanze ed esigenze individuali; re-intercettiamo routine di sonno ed alimentazione pi\u00f9 sane.<br \/>\nSembra esserci molta grazia in questo processo di crescita che ci coinvolge come persone e come famiglia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo 3: Vicinato e relazioni amicali<\/span><br \/>\nMi rendo conto che circolano tante opinioni in merito, ma io trovo le relazioni di vicinato\u2026non sempre facili, ma potenzialmente meravigliose. Mai come in questo periodo ho percepito la solidariet\u00e0 del vivere gli uni accanto agli altri e del sentirsi tutti nella stessa barca. Per la prima volta dopo molti decenni, gli spazi esterni del nostro condominio si sono ripopolati di vita: con le debite attenzioni, ci tratteniamo tutti molto pi\u00f9 a lungo e i cani di alcuni condomini sono diventati i migliori amici dei bambini di altri (mia figlia a dire il vero sconfina richiamando a s\u00e9 anche il cagnolino della vicina!).<br \/>\nDa cancellata a cancellata, abbiamo cominciato a chiacchierare con i residenti delle case e palazzi che ci circondano, regalandoci conversazioni molto aperte con coloro prima salutavamo di corsa o non conoscevamo nemmeno. I vicini sono entrati a far parte del nostro mondo e, a dirla tutta, si sta bene con loro: la loro presenza alla pari \u201cmi riempie\u201d, cos\u00ec come mi riempiono le chiacchierate virtuali con tanti famigliari e cari amici sparsi per il mondo. La quarantena ci ha reso tutti improvvisamente disponibili e in ascolto: non solo in queste settimane ho risentito &#8220;pezzi di me e della mia storia&#8221; che non sentivo da anni, ma ho anche percepito un affetto e un amore speciali tra di noi.<br \/>\nSentirsi risultava quasi necessario, ed equivaleva ad aprirsi con ancora pi\u00f9 autenticit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo 4: Giardino e natura<\/span><br \/>\nChe dire della natura primaverile?<br \/>\nLa prima parole che mi viene in mente \u00e8 scoperta, perch\u00e9 di questo si \u00e8 trattato: la permanenza prolungata nel nostro giardino condominiale mi ha aperto un mondo, anche grazie alla poesia dei bimbi che mi hanno supportato nelle attivit\u00e0 di giardinaggio. Dal passeggiare tra le piante siamo passati al rimuovere le erbacce e potare i rami secchi; poi a innaffiare la sera; poi a prenderci cura delle rose; poi a seminare qualche erba aromatica; e infine a prenderci cura di alcuni uccelli con residenza fissa nel nostro giardino. Ora la sera prima dell\u2019imbrunire quasi non posso fare a meno di scendere gi\u00f9 a mettere le mani sulle piante, aprendomi a quello che hanno da offrirmi: i profumi sono pi\u00f9 intensi, i colori e i fruscii sono pi\u00f9 vivi, le dimensioni stesse sembrano aumentate: altro che \u201calberello insignificante\u201d in confronto a chiss\u00e0 che cosa, quel pompelmo \u00e8 un vero tesoro!<br \/>\nMi piace pensare che non sia un caso se questa quarantena sia capitata proprio di primavera. E non solo una primavera qualunque, ma una primavera clamorosamente piena di sole e di luce, con gradi di temperatura e di umidit\u00e0 ideali per la vita all\u2019aria aperta.<br \/>\nQuanta grazia, ancora una volta, ad accompagnare un periodo cos\u00ec delicato e difficile.<\/p>\n<p>In conclusione, non posso che rimanere una volta in pi\u00f9 stupefatto da constatare quanto ho ricevuto in questi cinquanta giorni di pausa forzata. Mi \u00e8 stato richiesto molto, di sicuro, incluso l\u2019affrontare il timore di convivere con l\u2019incognita del virus, ma il nuovo livello di consapevolezza, forza e ricchezza interiore a cui ho avuto accesso sono un grande dono d\u2019Amore che mi rende ancora pi\u00f9 preparato al futuro.<br \/>\nNon so quanto si prolungher\u00e0 questa situazione, il desiderio di vivere l\u2019estate normalmente rimane molto forte, ma ormai ho imparato a fidarmi. Ho capito che non solo \u00e8 possibile vedere il bicchiere mezzo pieno, ma \u00e8 proprio quello che la vita ci chiama costantemente e \u201cdisperatamente\u201d a fare. Ci vorrebbe un mese di quarantena auto-imposta ogni quadrimestre, mi verrebbe da dire, e questo \u00e8 clamorosamente evidente osservando quanto in queste settimane la Natura e il pianeta abbiano potuto respirare e rigenerarsi. E noi con loro, in ultima istanza, perch\u00e9 ne siamo completamente parte. Sento che \u00e8 proprio questo il dono significato ultimo di chi ci lascia per sempre per il coronavirus: prenderci maggiore cura di noi stessi e del pianeta sar\u00e0 il modo pi\u00f9 bello attraverso cui potremo onorarli.<\/p>\n<p>Maggiore essenzialit\u00e0 nei consumi e negli stili di vita.<br \/>\nRiscoperta dell\u2019amore verso la natura.<br \/>\nSenso di essere al mondo alla pari: tutti in viaggio, tutti nella stessa barca.<br \/>\nRivalutazione di quanto ci sta intorno, liberi da artificiosi confronti con quello che sta intorno agli altri.<br \/>\nRilocalizzazione delle attivit\u00e0 economiche, ove possibile.<br \/>\nMaggiore consapevolezza di cosa ci faccia veramente bene, a noi e al pianeta.<br \/>\nConnessioni locali pi\u00f9 forti, ma anche pi\u00f9 leggere e meno spaventate dalla diversit\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 bicicletta, meno automobile.<\/p>\n<p>Bene, credo di essere arrivato in fondo all\u2019articolo. Si \u00e8 fatto quasi mezzogiorno e a questo punto il richiamo del sole e della natura primaverili si fanno irresistibili.<br \/>\nLa sentite anche voi la Magia nell\u2019aria queste settimane? La dolcezza del vento che smuove le fronde degli alberi, la profondit\u00e0 dei silenzi che avvolgono la citt\u00e0, il vociare sparso delle persone e dei bambini, i cieli incredibilmente liberi e azzurri, il tripudio della gemmazione prima, della fioritura poi e del rigoglio adesso&#8230;<br \/>\nMi sento umile di fronte a tutto questo: \u00e8 un miracolo verso il quale non posso che offrire tutta la mia gratitudine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inforco la bicicletta e dopo quasi due mesi valico il confine che separa il mio quartiere dal centro di Padova. E\u2019 il pomeriggio del 2 Maggio, il sole splende e l\u2019aria \u00e8 frizzante. In un battibaleno scivolo tra le strette vie fino alla Piazza del Santo e quindi a Prato della Valle.<\/p>\n<p>Mi fermo e catturo in un solo sguardo tutta la bellezza che mi circonda: mi lascio sopraffare dalla gioia palpabile di tanta gente che, quasi incredula come me, si riappropria di questo meraviglioso spazio dopo tanto tempo. Tutti si muovono, tutti si esprimono: biciclette da passeggio, bici da corsa che sfrecciano, famiglie con il passeggino, ragazzi con lo skateboard; chi in coda per un gelato, chi si dirige verso l\u2019ombra di un albero, chi preferisce ammirare una delle tante statue. Tutti con la mascherina, tutti attenti alle distanze, tutti visibilmente pieni di voglia di assaporare ogni istante di quell\u2019improvviso sprazzo di libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3477,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-3476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uomo-e-modernita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3476"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4292,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3476\/revisions\/4292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}