{"id":3608,"date":"2020-10-27T11:25:22","date_gmt":"2020-10-27T11:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippodalfiore.com\/?p=3608"},"modified":"2026-01-26T17:42:19","modified_gmt":"2026-01-26T16:42:19","slug":"riscoprire-il-cuore-del-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/2020\/10\/riscoprire-il-cuore-del-mercato\/","title":{"rendered":"Riscoprire il cuore del mercato"},"content":{"rendered":"<p>Riprendo in mano un appunto scritto di getto qualche anno fa. Mi offre l\u2019occasione di continuare la riflessione sull\u2019economia futura, e sembra fluire naturalmente dentro il filone di articoli sulla \u201cRivoluzione della sostenibilit\u00e0\u201d inaugurato nell\u2019ormai lontano 2016.<\/p>\n<p>Il contenuto va dritto al punto: cerco di modificarlo il meno possibile, rinunciando alle contestualizzazioni e specificazioni a cui sono altrimenti abituato. Al tempo lo spunto mi arrivava dall\u2019osservazione di quanto il recente sviluppo costiero dell\u2019Alto Adriatico (specificamente nella nuova localit\u00e0 di Altanea, nel comune di Caorle da noi regolarmente frequentato) dia l\u2019impressione di procedere di modo parzialmente disgiunto da una reale conoscenza dei bisogni del mercato.<\/p>\n<p>Ecco quindi il testo della nota&#8230;<\/p>\n<p>Il mercato funziona bene quando domanda e offerta sono molto vicine, l&#8217;una difronte all&#8217;altra, come in un mercato urbano, per l\u2019appunto, o, ancora meglio, in un suq. Il falegname locale produce e vende un mobile a chi poi lo metter\u00e0 in casa propria: il bisogno dell\u2019acquirente \u00e8 a diretto contatto con l&#8217;expertise del produttore. Man mano che invece le maglie si allargano, cos\u00ec che molti intermediari si cominciano a frapporre tra fornitore e utilizzatore, il potere di matching del mercato rischia di attenuarsi, se non venire completamente a mancare.<\/p>\n<p>Osservando la costruzione del nuovo villaggio di Altanea, ho l\u2019impressione che le istanze e le &#8220;sovrastrutture&#8221; degli intermediari (ad es. grandi societ\u00e0 immobiliari o fondi di investimento) possano giocare la parte del leone, con una percezione solo sfumata del reale bisogno di utilizzo, dei reali desideri della clientela, delle effettive caratteristiche del luogo fisico, delle expertise uniche in gioco. Mi chiedo:<\/p>\n<p>&#8211; Si conoscono realmente le preferenze di migliaia di nuovi turisti est-europei che Altanea si prefigura di servire? Perch\u00e9 mai queste persone dovrebbero cominciare a frequentare la costa nord-adriatica italiana e non altre zone?<br \/>\n&#8211; Si conoscono a fondo le peculiarit\u00e0 e gli equilibri ecologico-sociali del luogo in cui si andr\u00e0 a costruire? Gli insediamenti turistici vicini come risentiranno della nuova abbondanza di offerta di alloggi? Quale impatto avr\u00e0 questa operazione nei consumi e negli impatti ambientali di una zona gi\u00e0 affollata?<\/p>\n<p>Potrebbe esserci molta ingordigia dietro un\u2019operazione cos\u00ec ambiziosa e rischiosa, una compulsione interiore da cui forse il nostro falegname \u00e8 immune, semplicemente perch\u00e9 chiamato a soddisfare un bisogno contingente e incrementale, espresso da una persona fisica conosciuta che a sua volta conosce bene il proprio contesto. L&#8217;artigiano \u00e8 inoltre immerso nella produzione di un servizio creativo, un\u2019attivit\u00e0 di per s\u00e9 appagante. All\u2019opposto, mi chiedo: chi soffre di ingordigia? Chi non si sente ancora soddisfatto, chi percepisce dentro di s\u00e9 un vuoto o un disequilibrio, chi crede di avere bisogno di qualcosa di pi\u00f9 di ci\u00f2 che gi\u00e0 possiede.<\/p>\n<p>A ben vedere, la stessa logica della crescita a tutti i costi su cui i mercati istituzionalizzati si fondano \u00e8 l&#8217;emanazione di una percepita carenza, se non di un errore di percezione rispetto al valore intrinseco di noi esseri umani (se valiamo gi\u00e0 per il solo fatto di essere, non dovremmo percepire il bisogno di nulla di pi\u00f9).<br \/>\nIl nodo ultimo da sciogliere risiede quindi a livello ontologico, e riguarda riguarda un uomo moderno e gi\u00e0 opulente che, intimamente, non riesce a sentirsi soddisfatto di quello che fa. E&#8217; sempre alla ricerca di qualcosa di pi\u00f9 e, quando finisce per sposare una logica acquisitiva piuttosto che di servizio, snatura s\u00e9 stesso e gli ambienti in cui interviene.<br \/>\nPer quanto eccitante ci possa apparire, forzare compulsivamente un corso d\u2019azione equivale a dichiarare che le cose, al momento, non vanno bene. Equivale ad invalidarsi, mancando gratitudine verso il mondo e verso s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>In conclusione, credo che oggi come non mai risulti chiaro che esiste un&#8217;opportunit\u00e0 di recupare le nobili origini dell&#8217;economia: mettendosi semplicemente al servizio, ovvero donando il meglio della propria attenzione e creativit\u00e0 a chi ha un bisogno reale che noi possiamo autenticamente soddisfare. L&#8217;altruismo, inteso come valorizzazione di s\u00e8 stessi grazie agli altri e per gli altri, \u00e8 il cuore pulsante del mercato: prenderne consapevolezza equivale a perseguire il proprio interesse, e quello di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo in mano un appunto scritto di getto qualche anno fa. Mi offre l\u2019occasione di continuare la riflessione sull\u2019economia futura, e sembra fluire naturalmente dentro il filone di articoli sulla \u201cRivoluzione della sostenibilit\u00e0\u201d inaugurato nell\u2019ormai lontano 2016.<\/p>\n<p>Il contenuto va dritto al punto: cerco di modificarlo il meno possibile, rinunciando alle contestualizzazioni e specificazioni a cui sono altrimenti abituato. Al tempo lo spunto mi arrivava dall\u2019osservazione di quanto il recente sviluppo costiero dell\u2019Alto Adriatico (specificamente nella nuova localit\u00e0 di Altanea, nel comune di Caorle da noi regolarmente frequentato) dia l\u2019impressione di procedere di modo parzialmente disgiunto da una reale conoscenza dei bisogni del mercato.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3609,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-3608","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-rivoluzione-della-sostenibilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3608"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4324,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3608\/revisions\/4324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippodalfiore.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}