Filippo Dal Fiore

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Cosa significa essere occidentali?

February 21, 2009 No Comments»
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Il viaggiare mi ha insegnato che per capire te stesso devi immedesimarti nell’altro.
Attraverso le esperienze di vita in altri paesi europei, mi sembrava di cogliere l’essenza dell’essere italiano; in America per la prima ho creduto di capire cos’era l’Europa; durante il mio soggiorno lavorativo a Milano ho scoperto il Veneto senza metropoli. Mi e’ rimasta la curiosita’ di scoprire l’occidente attraverso un’ esperienza di vita al di fuori dei suoi confini, magari in Asia o in Africa.

Poi e’ capitato che dopo tanto tempo, grazie alle sollecitazioni di Jenny, ho ripreso a leggere romanzi e attraverso di essi mi sono immedesimato in modi di vedere la vita lontani dal mondo occidentale consumistico. Il cacciatore di aquiloni, sull’Afghanistan; La citta’ della gioia, sull’India; Neve, sul mondo musulmano. Prima, risultava difficile immaginarsi che addirittura 4 su 5 persone al mondo potessero condurre una vita tanto diversa dalla nostra, senza doccia, senza macchina, senza educazione ne’ informazione. Senza riuscire a vederseli ne’ immaginarseli era come se non esistessero: ma dove sono tutti questi poveri del mondo?

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Idee radicali per problemi radicali?

February 10, 2009 No Comments»
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Stamattina alla CNN mi e’ sorpreso ascoltare questo intervento di Obama: “Senatori, non abbiamo bisogno di un decreto di 4 miliardi di dollari per salvare gli equilibri politici, ma piuttosto per creare 4 milioni di posti di lavoro”.
Ha molto senso, ho pensato, la gente prima di tutto.
Ma perche’ pensare che il sistema economico cosi’ com’e’ possa generare posti di lavoro solo perche’ puo’ contare sui soldi che gli presta il governo? Se la pentola ha delle falle, l’acqua che tu ci butti da sopra, la dovrebbe perdere da sotto, come un colabrodo.

In linea generale, se le quotazioni di banche e industrie automobilistiche sono in calo, calera’ progressivamente anche il valore dei soldi che vengono loro prestati, a maggior ragione se sottoforma di azioni. Inoltre, se un’azienda si riduce a elemosinare i soldi al governo, significa che deve essere veramente in crisi, e quindi tutti si affrettano a venderne le azioni, accentuandone la caduta.
Sembra la stessa storia di Alitalia, ma su scala globale?
Certo, un prestito puo’ avere mille vincoli e, nel caso delle banche, potrebbe proprio essere finalizzato a liquidare i “toxic assets” responsabili della crisi, possibilmente ristabilendo la fiducia degli investitori. Forse…

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