Filippo Dal Fiore

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Obama: ha gia’ cambiato il mondo?

November 5, 2008 No Comments»
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Gli orientali guardano alla storia e alla vita in termini di “ciclo”, pensando che al male non possa che susseguire il bene e viceversa.
Troppe le aspettative di positivita’ dopo la negativita’.
Dopo Bush, welcome Obama!
L’epoca di Osama Bin Laden lascia il posto a quella di Obama Biden. Certo che la coincidenza e’ opera del caso, ma a questo punto mi domando cosa sia il caso…
E’ vero, e’ presto per cantare vittoria, Obama potrebbe tradire le aspettative o addirittura fare la fine di Kennedy. Ma credo che una cosa sia certa: da oggi il mondo e’ cambiato, per sempre.
E’ cambiata infatti l’attitudine del mondo verso lo stato leader, e Obama sa bene che solo con la collaborazione di tutti e’ possibile cambiare.

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Obama: primo politico post-moderno?

November 4, 2008 No Comments»
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A qualche ora dalle elezioni qui in America, mi sembra il momento giusto per rispolverare un mio appunto del maggio 2007, reduce dalla lettura dell’ultimo libro di Obama (The Audacity of Hope).

Parte del discorso ha a che vedere sul come restituire significato alla politica, nelle società occidentali, in un momento storico in cui i cittadini si dimostrano sempre più disillusi e disinteressati. L’intuizione popolare vuole che la colpa sia soprattutto della classe politica e dei politici. Credo che cio’ sia è vero, ma solo in parte.

Obama ci ricorda che, se da una parte molti dei politici credono sinceramente nella causa (al di là degli interessi propri o di fazione), mai come ora la politica si trova a competere per l’attenzione del cittadino. Quest’ultimo ha infatti di fronte a sé tempo limitato e un numero crescente di opzioni quanto a cose da fare: lavoro, intrattenimento, informazione.

Mi viene da dire che se il cittadino si disinteressa della politica vuol dire che in fondo sta bene e non ha nulla di che veramente lamentarsi. D’altro canto se le nostre agende sono piene di cose da fare, aumenta lo sforzo “marginale” per partecipare attivamente a una qualche causa politica o sociale. Tale sforzo aumenta anche per il fatto che viviamo in società agiate e individualiste, in cui la tentazione di viziarsi è sempre molto alta. Che il calo di partecipazione politica sia fenomeno endemico di una società benestante? Una domanda a cui i politici dovrebbero porsi, mettendosi nei panni delle nuove generazioni, è: ma chi ce lo fa fare di partecipare attivamente?

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