Filippo Dal Fiore

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Archivio

Io e il mare

July 7, 2017 No Comments»
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Guardo il mare e cerco di ascoltare quello che ha da raccontarmi.

Lascio che lo sguardo si perda all’orizzonte, ne lascio fluire le increspature e scorrere le barche. Mi immergo nel suo colore cangiante: verde bottiglia, azzurro turchese, blu cobalto, e poi grigio e rosa con il tramonto. Mi lascio sedurre dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, mentre il sale mi si rapprende sulla pelle ora che mi asciugo al sole dopo un lungo bagno.

Il mare mi parla e sembra dirmi che è lì per me. Non mi chiede nulla in cambio, ma si regala, sussurrandomi che anche della mia vita non si chiede null’altro che stare di fronte a lui e godere del suo incanto. Per tutti quelli che possono essere i miei progetti, doveri o aspirazioni, ora la Vita mi racconta che in realtà tutto quello che devo fare è accoglierla e celebrarla, lì fermo davanti alla maestà della natura se questo è quello che voglio.

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Riconoscere gli idoli del capitalismo moderno

July 6, 2017 No Comments»
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Penso all’economia di oggi, e penso a tre precetti consacrati dalla scienza economica e dagli addetti ai lavori: innovazione, tecnologia, profitto. In un contesto sempre più globale, competitivo e dinamico, questi concetti si ergono a fondamenti imprescindibili di qualsiasi strategia aziendale: è indispensabile che un’impresa innovi il più possibile, adotti quanta più tecnologia possibile, per generare in ultima istanza quanto più profitto possibile. Diventa un mantra, ma smettiamo di chiederci il perché e il come tutto ciò sia veramente utile e necessario. Rischiamo di rendere assoluti valori che in realtà sono relativi, e che quando proposti acriticamente possono danneggiare lo stato delle cose invece che contribuire alla sua reale evoluzione.

Prendo in esame i tre imperativi singolarmente, cominciando dall’innovazione.
Diamo spesso per scontato che apportare un cambiamento ai propri prodotti, servizi o significati sia di per sé sufficiente per migliorarli. Ci lanciamo di fretta e furia nell’operazione innovativa con gli strumenti e le assunzioni che abbiamo a disposizione, senza un’adeguata consapevolezza di ciò che farà veramente la differenza, per chi, e con quali ripercussioni. Ci innamoriamo di un aspetto tecnico del problema, allontanandosi da quella visione a tutto tondo e multi-disciplinare che ci consente sempre di ritornare all’essenziale e alla semplicità.

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