Filippo Dal Fiore

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Il dono dell’imperfezione

August 28, 2017 No Comments»
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Dal momento che si mette piede su Booking.com inizia il viaggio. La mente già si proietta a destinazione e si lascia trascinare dall’eccitazione: bello questo posto, intanto lo prenoto, non si sa mai! Poi si ritorna online e si rivalutano le opzioni: anche questa meta in effetti è interessante, sono tentato di disdire e riprenotare.

Avevo quindi già navigatato i mari di Internet prima di imbarcarmi per il sud dell’Albania, prima tappa di un viaggio di famiglia che sarebbe poi proseguita nella Grecia Ionica. Arriva il giorno della partenza, e a dire il vero non mi sento ancora completamente soddisfatto della destinazione prescelta: in fin dei conti le fotografie e le recensioni che continuo ad esaminare sulla località verso cui siamo diretti non sono del tutto positive.

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Io e il mare

July 7, 2017 No Comments»
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Guardo il mare e cerco di ascoltare quello che ha da raccontarmi.

Lascio che lo sguardo si perda all’orizzonte, ne lascio fluire le increspature e scorrere le barche. Mi immergo nel suo colore cangiante: verde bottiglia, azzurro turchese, blu cobalto, e poi grigio e rosa con il tramonto. Mi lascio sedurre dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, mentre il sale mi si rapprende sulla pelle ora che mi asciugo al sole dopo un lungo bagno.

Il mare mi parla e sembra dirmi che è lì per me. Non mi chiede nulla in cambio, ma si regala, sussurrandomi che anche della mia vita non si chiede null’altro che stare di fronte a lui e godere del suo incanto. Per tutti quelli che possono essere i miei progetti, doveri o aspirazioni, ora la Vita mi racconta che in realtà tutto quello che devo fare è accoglierla e celebrarla, lì fermo davanti alla maestà della natura se questo è quello che voglio.

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Riconoscere gli idoli del capitalismo moderno

July 6, 2017 No Comments»
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Penso all’economia di oggi, e penso a tre precetti consacrati dalla scienza economica e dagli addetti ai lavori: innovazione, tecnologia, profitto. In un contesto sempre più globale, competitivo e dinamico, questi concetti si ergono a fondamenti imprescindibili di qualsiasi strategia aziendale: è indispensabile che un’impresa innovi il più possibile, adotti quanta più tecnologia possibile, per generare in ultima istanza quanto più profitto possibile. Diventa un mantra, ma smettiamo di chiederci il perché e il come tutto ciò sia veramente utile e necessario. Rischiamo di rendere assoluti valori che in realtà sono relativi, e che quando proposti acriticamente possono danneggiare lo stato delle cose invece che contribuire alla sua reale evoluzione.

Prendo in esame i tre imperativi singolarmente, cominciando dall’innovazione.
Diamo spesso per scontato che apportare un cambiamento ai propri prodotti, servizi o significati sia di per sé sufficiente per migliorarli. Ci lanciamo di fretta e furia nell’operazione innovativa con gli strumenti e le assunzioni che abbiamo a disposizione, senza un’adeguata consapevolezza di ciò che farà veramente la differenza, per chi, e con quali ripercussioni. Ci innamoriamo di un aspetto tecnico del problema, allontanandosi da quella visione a tutto tondo e multi-disciplinare che ci consente sempre di ritornare all’essenziale e alla semplicità.

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Il potere dei soldi

May 3, 2017 No Comments»
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Anche quest’anno si è concluso il mio corso di economia etica e sostenibile (sustainable business) all’Università di Bologna, sede di Rimini. Più di un corso lo definirei un forum, spazio creativo in cui studenti, aziende partner, e naturalmente io stesso riflettiamo sulle nuove forme organizzative che mettono al centro le persone, l’ambiente e i bisogni sociali. Ci poniamo alla ricerca di un futuro che in realtà è già presente, al momento confinato in movimenti di frontiera ma inevitabilmente già in forte espansione.

Rispetto alla scorsa edizione, quest’anno ho puntato a rafforzare l’inquadramento teorico e metodologico del corso. Abbiamo esordito prendendo in esame i fondamenti del paradigma economico ad oggi dominante, ovvero il concetto micro-economico di massimizzazione di profitto a cui fa eco quello macro-economico di crescita. I manuali di economia su cui si formano gli studenti di tutti il mondo non evidenziano a sufficienza che si tratta di due assunti storicamente e geograficamente determinati. Tali precetti hanno il pregio di promuovere alcune dinamiche (es. alcune forme di espansione, innovazione ed efficienza), ma risultano problematici per le loro potenziali conseguenze non desiderabili (fondate su forme più o meno consapevoli di prevaricazione).

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Quale futuro per l’insegnamento universitario?

November 10, 2016 No Comments»
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E’ da qualche anno ormai che sono impegnato in attività di docenza universitaria.
Un tempo non pensavo che l’insegnamento potesse piacermi: in assenza di una sfida reale o intellettuale da risolvere, la consideravo un’attività poco stimolante di cui avrei finito per annoiarmi.

In realtà, anche grazie e soprattutto alla mia attitudine curiosa e propensa alla sperimentazione, ho scoperto che l’insegnamento non solo va condotto con molto più senso di responsabilità di quanto non si possa pensare, ma che può rappresentare un impareggiabile momento di confronto, crescita e soddisfazione per il docente stesso.
E’ però necessario che l’insegnante sia disposto a fare un passo indietro nella propria elevata auto-percezione di “intellettuale” e “professore”, per mettersi autenticamente a servizio sia degli studenti che dei contenuti proposti.

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